Unlimited HostingFree Joomla TemplatesProfessional Joomla Templates
Condividi su Facebook
Share on facebook
Sondaggio
I Crolli nel World Trade Center sono avvenuti per:
 
News letter

iscriviti e riceverai periodicamente le news da Sentinel Italia







Donazione PayPal

Il tuo prezioso contributo aiuterà la Sentinel Italia nel suo percorso,grazie.

Importo: 

Visitors Counter
mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi103
mod_vvisit_counterIeri147
mod_vvisit_counterquesta settimana802
mod_vvisit_countersettimana scorsa1227
mod_vvisit_counterquesto mese4474
mod_vvisit_countermese scorso5647
mod_vvisit_counterAll65856

Online (20 minutes ago): 1
Your IP: 38.107.191.82
,
Now is: 2010-07-30 17:20
Video Categorie
Sentinel TV
Home Informazione alternativa Confessioni di un medico allopatico

Confessioni di un medico allopatico

Valutazione attuale: / 21
ScarsoOttimo 
Sezioni articoli - Informazione alternativa
A cura di Andrea Doria

(socio e collaboratore Sentinel)

Pubblico qui di seguito un condensato di un dialogo personale intercorso tra me e un medico chirurgo allopatico, ora omeopata convinto, del quale non intendo fornire alcuna generalità poiché, cito dalle sue parole, verrebbe immediatamente “stroncato nella carriera e 'nella vita privata'“. Avviso sin d'ora che il testo, così come si leggerebbe alla voce CONTROINDICAZIONI che compare sul foglietto illustrativo di qualsiasi farmaco, può scatenare a tratti delle emozioni contrastanti e forti sintomi di rifiuto o rigetto potrebbero presentarsi in modo eloquente. Mai leggerlo prima e dopo i pasti. Come faccio a sapere che questo è quanto potrebbe accadervi? Sono i medesimi sintomi che ho avuto io quando questo medico, 'face to face', mi ha concesso questa 'intervista' informale.
Avverto infine che il medico è a conoscenza di questa mia pubblicazione e, RIBADISCO L’AVVERTIMENTO, non ha alcuno scopo terapeutico. L'autore pertanto non si assume alcuna responsabilità per l'utilizzo di queste informazioni, che sono state riportate così come gli sono pervenute durante il dialogo. Al solito a voi il compito di assumerne il giusto significato secondo vostra coscienza.


Andrea – “Come mai hai deciso di diventare Omeopata?”

Medico – “Non l'ho deciso. E' stata una scelta quasi 'forzata' perché in vent'anni di carriera allopatica non sono mai riuscito a guarire nessuno. Quando da giovane decidi che vuoi fare il medico non è solo per far contenti 'papà e mammà', così che possano vantarsi con vicini o con i parenti di avere finalmente un Dottore in famiglia. Sì, ci sono anche quelli che lo fanno unicamente per quello, per sentirsi un giorno chiamare 'Dottore' (e in accademia ne conosci parecchia di gente così) ma primariamente molti altri sentono e vogliono davvero aiutare le persone.”

Andrea – “Ma non lo fanno mi par di capire dal senso che stai dando alla risposta...”

Medico – “La convinzione è quella, credimi... Inizialmente dentro al futuro dottore c'è seriamente la voglia di aiutare le persone a guarire dalle loro sofferenze. Siamo esseri umani come gli altri, soggetti alle medesime emozioni e sentimenti di chiunque altro. Non siamo mica robot! Poi col tempo quella illusione svanisce perché ti scontri con la realtà dei fatti. Una realtà che mai avresti immaginato prima di prendere il dottorato.”

Andrea – “Interessante termine hai usato: 'Illusione'. A quale illusione ti riferisci di preciso?”

Medico – “All'illusione che prendere il dottorato ti porti automaticamente ad aiutare la gente. Ciò è un assunto assolutamente falso. Certamente occorre conoscere bene l'anatomia e la biologia del corpo umano, su questo non si discute, ma conseguire il dottorato con tutte le onoreficenze non ti porta automaticamente a 'guarire' la gente. Semmai questo ti porta ad avere un riconoscimento. Un prestigio di rilievo nella Società. Così come nessun farmaco, e sottolineo nel modo più convinto la parola 'nessuno', attualmente è portatore di guarigione, se per guarigione s'intende stroncare la 'malattia'.”

Andrea – “Sono parole forti queste.”

Medico – “ah, lo so bene, ma è la verità...”

Andrea – “Perciò deduco da quello che mi dici che, come medico, sei costretto a mentire ai tuoi pazienti.”

Medico – “Costretto no, ma è una condizione immanente che comunque si viene a creare, volente o nolente. Non posso dire al paziente, come medico allopatico, che il farmaco che gli sto somministrando non solo è inutile, ma blocca un processo assolutamente naturale che il corpo necessita come 'sistema di difesa' e ‘scarico rifiuti’. E pensare che nel giuramento moderno di Ippocrate è scritto tutto l'opposto.”


Riporto qui di seguito il Giuramento Moderno di Ippocrate, fornitomi dal medico, che si è obbligati a rispettare 'alla lettera'. Lo si legga bene e si cerchi, laddove se ne ravveda la ragione, il netto contrasto con la realtà oggettiva di tutti i giorni.

01) di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento;
02) di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
03) di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;
04) di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;
05) di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione;
06) di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali;
07) di evitare, anche al di fuori dell' esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione;
08) di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
09) di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica;
10) di prestare assistenza d' urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell'Autorità competente;
11) di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto;
12) di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;
13) di astenermi dall'“accanimento” diagnostico e terapeutico.

Andrea – “Se ciò che mi hai detto prima è vero, queste tredici regole sono una vera e propria presa per il culo, consentimi. In particolar modo la 13! Dovete astenervi dall'accanimento diagnostico e terapeutico?! Ma questo punto contrasta fortemente con ciò che nella realtà accade!”

Medico – “Lo so. Ti riferisci ai recenti casi di accanimento terapeutico sbandierati in TV. Quella è solo politica non l'avevi capito? E' dalla fondazione dell'Ordine dei Medici che il medico sa di non potersi accanire contro il volere dell'ammalato. E' anche vero che per contrastare questo punto del giuramento, chiunque potrebbe tirare in ballo l'Interpretazione Giuridica' che si può dare a tale regola. Ma sono tutte seghe mentali di un manipolo di intellettualoidi.”

Andrea – “E' allucinante!”

Medico – “Sono vent'anni di carriera che dico la stessa cosa.”

Andrea – “Per riprendere brevemente ciò che mi stavi dicendo circa il 'processo naturale del corpo' come sistema di difesa... cosa intendi esattamente?”

Medico – “Ti faccio un esempio, banale se vuoi, ma rispecchia esattamente il meccanismo di cui ti sto parlando. Quando ti viene la febbre tu che fai?”

Andrea – “Personalmente mi imbottivo di tachipirina...”

Medico – “E perché lo facevi?”

Andrea – “Per volevo 'guarire' dalla febbre?”

Medico – “Errato. Lo facevi per tornare in piedi il più velocemente possibile. Tutto in questa società deve essere veloce. 'Fast' come direbbero quei poveri squinternati d'oltre oceano. Non ti puoi permettere di startene una settimana buono buon nel lettino tuo perché rischi il licenziamento. La verità, quella vera, è che non si può 'guarire' la febbre perché non è per nulla una 'malattia', ma è un PROCESSO NATURALE CHE IL CORPO ADOTTA PER LIBERARTI DALLA 'MERDA' CHE HAI PRODOTTO, scusami il termine. E assumendo la tachipirina, o qualsiasi altro farmaco analogo, blocchi un processo naurale che ti porterebbe invece alla vera guarigione!”

Andrea – “Mi stai dicendo che quando si ha la febbre è un processo di guarigione in atto?”

Medico – “Esattamente, e tu come paziente che fai? Lo FERMI! La cosa più illogica del pianeta! Se a casa tua vai nel bagno a defecare e non tiri mai l’acqua che succede?”

Andrea – “Che le feci si accumulano una sopra l’altra... e aggiungo che non è un bello spettacolo.”

Medico – “Non lo è di certo. E cosa ti fa pensare che il funzionamento del water sia diverso da quello del corpo umano? Certo il corpo non è un ‘water’, nel senso pieno del termine, ma si comporta come tale se non ‘tiriamo mai lo sciacquone’! Non è un enfasi super-umanista dire che il corpo umano è davvero una 'macchina' priva di difetti. Una 'fabbrica' in piena regola, e quando questa cerca di smaltire i rifiuti tossici prodotti da un vivere a dir poco malsano, noi cosa facciamo? Interrompiamo la catena e mettiamo un tappo allo scarico! E se mettiamo il tappo allo scarico cosa succede?”

Andrea – “mmmm... che i rifiuti tossici non vengono smaltiti...”

Medico – “... e se non vengono smaltiti dove rimangono?”

Andrea – “... nella fabbrica/corpo?”

Medico – “Bingo!”

Andrea – “Come puntarsi una pistola alla tempia insomma...”

Medico – “I casi di decesso immediatamente il blocco di una banale 'febbre' superano ogni immaginazione.”

Andrea – “Perciò cosa mi consigli in caso di febbre?”

Medico – “Ma di lasciarla sfogare! Sì lasciala sfogare... non prendere nulla! I medici negli anni '30-'40, quando la saggezza era ancora considerata una virtù nell’arte medica e non una vergogna irrazionalista come oggi, consigliavano la bollitura di un buon vino rosso e un sacco di riposo.”

Andrea – “Il Vin Brulé...” http://it.wikipedia.org/wiki/Vin_brul%C3%A9

Medico – “Appunto...”

Andrea – “Allora perché la gente continua ad andare dal medico?”

Medico – “Ora non esageriamo. Il mestiere del medico non è inutile, anzi ribadisci questo concetto nella tua pubblicazione mi raccomando! Ma il medico però deve essere più un consigliere, un amico, poiché conosce bene l'arte con la quale il corpo umano funziona e può indicarti una strada possibile... per guarire.”

Andrea – “Ma...?”

Medico – “Hanno paura... è evidente! Il fatto è che le persone vengono da me già imbottite di cacca chimica fino al midollo. Si sono già presi di tutto e senza risultati concreti (ovviamente) e mi guardano come se io fossi la loro unica speranza. E quando tu gli domandi il classico “Allora? Come andiamo? Come sta oggi?”, loro languidamente ti guardano con lo sguardo perso nel vuoto e ti rispondono “Non lo so, me lo dica lei Dottore che cosa ho...” In vent'anni di carriera che anche soltanto uno mi avesse detto una cosa diversa da questa. E’ questa la condizione reale con la quale un medico deve lavorare giornalmente. Roba da matti! Sono io che devo dire al paziente che cos’ha, ma mai che sia lui a dirmi che cosa ha fatto per trovarsi come sta. La gente è diseducata ad avere rispetto per se stessa, ecco il succo del discorso! Vengono da me imbottiti peggio di un tossico e mi domandano che cos'hanno! ... Ma cazzo ne sò io che cos'hai tu santa miseria! Ti strafoghi di pasta al glutine e ogni genere di porcheria chimica possibile; hai il colesterolo alle stelle perché non hai le palle per rinunciare nemmeno a una mentina; trangugi ogni liquido possibile purché sia alcolico e poi corri da me imbottito di farmaci chiedendomi che cos’hai?!?! Hai che sei un imbecille e un irresponsabile... ecco cosa sei! ...”

Andrea – “Quindi la condizione del medico è quella che è oggi perché la gente non ha sufficiente rispetto per se stessa...”

Medico – “Anche! E' così! ... e qualunque collega può confermarti quanto ti sto dicendo. Non si punti sempre il dito indice contro il dottore e verso la medicina in generale perché le persone non hanno i coglioni per affrontare con responsabilità i problemi che creano giornalmente a loro stessi. Perciò io cosa dovrei fare, che la legge mi sta col fiato sul collo tutti i giorni? Dire al paziente di prendere il Vin Brulé e di starsene a riposo? Se quello muore, e non certamente per una febbre, ma a causa della vita di merda che conduce ci vado di mezzo io... e io ho famiglia... Ma se gli somministro il farmaco allora si chiama ‘effetto collaterale iatrogeno’, e questo è ammesso per legge. La legge mi dice che come medico DEVO PRESCRIVERE FARMACI... PUNTO... non devo far altro, e perciò è quello che faccio! Sono costretto a fregarmene della salute della gente perché come individuo di questa società, devo fare quello che mi si chiede: rispettare la legge.”

Andrea – “Capisco... non se ne esce...”

Medico – “Ma certamente che se ne esce! E l’unico modo per farlo è che la gente impari una volta per tutte a vivere nel modo più adeguato, rispettando il proprio corpo come se fosse davvero un tempio! La gente ha dimenticato di AVERCELO UN CORPO, santa miseria! Un corpo di cui prendersi cura! Se ne ricordano solamente quando stanno male! Eppure senza di esso non potremmo fare tutte le faccende di cui ci occupiamo giornalmente! Personalmente trovo triste e incredible che ci siano persone che si occupino più dell’aspetto della loro auto che della salute del proprio corpo... E’ assurdo capisci? Non ha senso! Tutto è proiettato verso l’esterno, e le persone, come prima cosa la mattina, anziché pensare al loro benessere sono già piene di cazzi e problemi nella testa... ma come credi che il corpo reagisca a tutto questo?”

Andrea – “Stai parlando della somatosi delle malattie?”

Medico – “L’errore più madornale che la medicina ufficiale abbia mai potuto fare è stato eliminare il concetto di ‘mente’ dal loro vocabolario.”

Andrea – “Dimmi la verità... se puoi... quante malattie sono davvero d’origine biologica.”

Medico – “Nella mia esperienza, ma anche in quella di molti altri colleghi che, segretamente si tengono per sè le loro idee, meno del 10%, e sarei già ottimista.”

Andrea – “Meno del 10%?!!”

Medico – “Sì è quello che ho detto... meno del 10%. Mi sono accorto da solo, quando lavoravo in ospedale e venivo pagato anche bene, che molte cose non tornavano in ciò che avevo imparato in accademia.”

Andrea – “E cioé?”

Medico – “Si presentò un caso particolare. Una malata terminale venne ricoverata al reparto rianimazione.”

Andrea – “E cosa c’è di strano in questo...”

Medico – “C’è di strano che la madre di questa malata mi chiese di poter stare un giorno intero da sola nella stanza in cui si trovava ricoverata.”

Andrea – “Una giornata? E per fare che?!”

Medico – “Si era portata un’amica che aveva tra le braccia una copia del ‘Libro Tibetano dei Morti’ e voleva farle fare una specie di ‘rituale’ sulla figlia. Un pò scosso dalla richiesta le dissi che, sebbene io rispettassi la sua credenza religiosa (enorme cazzata perché negli ospedali devi sentire quali oscenità vengono dette su questa gente) ciò non era possibile in quanto il regolamento dell’Ospedale lo vieta espressamente.”

Andrea – “E quindi?”

Medico – “Mi prese per un braccio disperata. Cercai di divincolarmi per non lasciarmi trascinare dalla sua preghiera, anche perché la cosa mi stava costando un certo imbarazzo. C’erano dei colleghi presenti nel corridoio in quel momento. Ma le sue parole non uscirono dalla ‘sua bocca’, se comprendi cosa intendo. Mi disse che avrei potuto fare uno strappo alla regola, e ciò non avrebbe potuto nuocere minimamente all’ammalata, che comunque era già stata considerata ‘terminale’ a tutti gli effetti. Che differenza avrebbe potuto fare in effetti? Così, dopo aver preso accordi con qualche amica infermiera per dare un occhio che nessuno entrasse nella stanza, le dissi che le avrei concesso mezza giornata, non un minuto di più.”

Andrea – “Credo già di saperlo come sia andata...”

Medico – “Bravo. E’ andata che la ‘malata terminale’ alla fine della mezza giornata se ne stava seduta placidemante sul letto tutta sorridente. Successivamente, tenuta in osservazione per circa una settimana l’abbiamo rispedita a casa, perché tutti gli esami eseguiti per quella malattia, dopo quell’evento, risultarono negativi... non aveva più nulla...”

Andrea – “Di cosa è era malata?”

Medico – “Epatocarcinoma, una malattia cronica del fegato. Ogni ora muoiono 2/3 persone di questa malattia.”

Andrea – “E ora come sta?”

Medico – “La figlia di quella donna? Oggi benissimo, considerato che le avevano già preparato il certificato di morte. Ogni tanto mi viene a trovare e mi porta dei fiori bellissimi.”

Andrea – “Ma dico, tu... come prendesti la cosa?”

Medico – “Ma come vuoi che l’avessi presa... In quel periodo, come molti dei miei colleghi, la ritenni una casualità, anche se il fatto devo ammettere mi cambiò dentro. Così iniziai a farmi delle domande, domande che prima non mi sarei nemmeno sognato...”

Andrea – “L’esistenza di Dio?”

Medico – “Anche, ma primariamente se non vi fosse stata una enorme falla in quello che avevo imparato in accademia. Io mi ritengo una persona razionale, credimi, ma quando incominciai a chiedere ad altri colleghi se vi fossero stati casi analoghi al mio, con mio enorme stupore, scoprii di non essere il solo a pormi gli stessi dubbi... Porca puttana Andrea, lo sapevi che durante le rare volte in cui i medici statunitensi scioperano il tasso di mortalità diminuisce ogni volta?”

Andrea – “Non mi stupisco affatto...”

Medico – “E’ vero... la iatrogenia ammazza più gente ogni anno che in un qualsiasi conflitto bellico...”

Andrea – “La iatrogenia non è la morte causata dal trattamento medico per una malattia specifica?”

Medico – “Esattamente. Non per la malattia in sè, ma per il trattamento per quella malattia.”

Andrea – “Quindi adesso non sei più scettico circa la possibilità dell’individuo di guarire se stesso.”

Medico – “Non dovrei dirlo... è severamente proibito alla classe medica dire queste cose... comunque sì, sono convinto al 98%. Il cancro, ad esempio, costituisce il 74% di questi casi, ma anche un'ampia gamma di altre malattie potenzialmente mortali regrediscono “misteriosamente”. La maggior parte di questi casi hanno luogo dopo che il paziente a fatto un'importante trasformazione psicologica per ricreare una vita maggiormente significativa. Ciò suggerisce che la maggior parte delle persone si ammalano perché hanno perso tutte le speranze che la loro vita sarà mai buona.”

Andrea – “Mi hai detto che all’Ospedale guadagnavi bene... e ora?”

Medico – “Ora non arrivo come tutti alla fine del mese. E meno male che ho una moglie meravigliosa che mi ha supportato e mi supporta tutt’ora. Non prendo più di 80 euro a seduta, e non vedo più di uno, due pazienti al giorno. Le volte che ne visito tre si contano sulla punta delle dita.”

Andrea – “Questo per il tempo che dedichi a ognuno di loro?”

Medico – “Ogni seduta ha una media di due ore, due ore e mezza... Con questi ritmi non posso vedere molta gente...”

Andrea – “Ma dimmi dunque... adesso almeno guariscono?”

Medico – “Guariscono... e me lo dimostrano quotidianamente...”

Andrea – “E’ tuo il locale qui o sei in affitto?”

Medico – “Sono in affitto...”

Andrea – “E come fai?”

Medico – “Ho i miei genitori che di tanto in tanto mi aiutano...”

Andrea – “Ma in omeopatia non ci sono, diciamo, ‘incentivi’ di vendita per i farmaci che proponete?”

Medico – “No. In omeopatia il ‘rimedio’ non costa mai più di tre, quattro euro... e non sono veri e propri farmaci.”

Andrea – “Mentre invece in allopatia?”

Medico – “Eh, lì le cose sono molto diverse, soprattutto le percentuali per le prescrizioni.”

Andrea – “Cioè?”

Medico – “Ogni ricetta che prescrivo, come medico, posso arrivare a prendere anche il 40/60% su ogni farmaco venduto...”

Andrea – “Eeeeh?!? Il 60%?!?”

Medico – “Hai capito?”

Andrea – “Ma scusa mi sembra un’esagerazione...”

Medico – “Hai capito dunque? Ma come faccio come ‘Dottore’ a desiderare la tua guarigione, se la tua ‘malattia’ è il mio conto in banca perpetuo e la mia vacanza alle Seychelles?!”

Andrea – “Dire che in questo momento provo una forte nausea è riduzionistico.”

Medico – “Sono vent’anni che mi tocca di sorbirmi questo schifo... ne ho le palle piene, ma non posso dirlo. Almeno non pubblicamente. Mi radierebbero dall’ordine immediatamente, e non lascerebbero più in pace me e la mia famiglia.”

Andrea – “L’inquisizione non è mai morta...”

Medico – “Anzi, era meglio prima oserei dire. Almeno ti davano fuoco subito e finiva lì. Adesso ti sputtanano pubblicamente e, credimi, hanno in possesso tutti i mezzi per farlo... Pensa che ho fatto una ricerca con delle scoperte eccezzionali, per eliminare del tutto qualsiasi malattia cronica... con un semplice ‘rimedio’ e un bicchiere d’acqua... e non posso pubblicarlo.”

Andrea – “Le ragioni sono che ti sputtanerebbero?”

Medico – “Peggio. Sarei proprio morto...”

Andrea – “Guarda ora devo proprio lasciarti... ho davvero il mal di stomaco...”

Medico – “Lo immagino... ma per quel tipo di nausea non esiste alcun rimedio... Solo la propria dignità ti permette di ‘guarire’ da questo schifo.”

Andrea – “Io ti ringrazio immensamente di queste tue parole. Spero possano far riflettere molta gente. Tu che farai adesso?”

Medico – “Continuerò con il mio tram-tram quotidiano, con l’amarezza di non potermi mostrare pubblicamente a raccontare lo schifo che ho dovuto mandar giù in questi vent’anni, ma almeno spero di aver dato un piccolo contributo.”

Andrea – “Fai finta di avere davanti in questo momento un gruppo di persone. Cosa diresti loro?”

Medico – “Imparate una buona volta a rispettare la meravigliosa creatura che siete... tutto qui.”

Andrea – “Grazie infinite.”

Medico – “Grazie a te.”


 Approfondimento:

Commenti

avatar Drago
0
 
 
Gli ospedali non sono più al servizio delle persone che soffrono,ma sono invece al servizio delle multinazionali farmaceutiche.Questo medico ha il coraggio di denunciare una verità tenuta nascosta,da un omertà assurda!.
Mostra/Nascondi modulo commento. Per postare i commenti bisogna registrarsi al sito - Please login to post comments or replies.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 07 Agosto 2009 16:36)