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Home Eventi sesto convegno memorial Carlo Sabadin Scienza e Mistero

sesto convegno memorial Carlo Sabadin Scienza e Mistero

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Notizie - Eventi
 

 

 Il Mistero dei Cagots:

Origine e Natura della Razza Maledetta

AnnaMaria Mandelli

 

 

Chii sono? Da dove arrivano? Perchè sono stati respinti e ghettizzati?
Erano persone escluse nei luoghi dove vivevano, esisteva solo un quartiere per loro, per non mescolarsi alla popolazione locale.
Popolo maledetto, erano accusati pdi esser portatori di malattie... attorno a loro aleggiavano numerose credenze divine e occulte... a loro venivano anche attribuite doti di guaritori...
Ma la loro origine rimane ancora un enigma!

 Bibliografia:

CAGOT CAGOTS,L’APRES CATHARISME di Kepa Arburua Olaizola (2010)

HISTOIRE DES CAGOTS (RACE MAUDITE) di Osmin Ricau (1969

L’ENIGME DES CAGOTS di Gilbert Loubes (1995)

ETUDES SUR L’ORIGINES DES BASQUES di Jean-François Bladé (1976) da edizione del 1869

DES LEPREUX AUX CAGOTS di Françoise Beriac (1990)

HISTOIRE DES RACES MAUDITES DE LA FRANCE E DE L’ESPAGNE (1986) da ristampa del 1847

LES CAGOTS – HISTOIRE D’UN SECRET di René Descazeaux (2002)

LES CAGOTS DU BEARN di Alain Guerreau & Yves Guy (1988)

 
AnnaMaria Mandelli
 
Studiosa e ricercatrice eclettica socia e già Vice Presidente dell'Ass. Sentinel Italia, madre lingua francese; vive e lavora a Bologna. Da sempre i misteri, la conoscenza per l’esoterismo, la ricerca hanno esercitato su di lei un profondo fascino che mette in pratica proponendosi per condividere le sue esperienze attraverso conferenze, dallo studio del continente perduto al medioevo gotico francese (templari, catari, cattedrali gotiche, Giovanna d’Arco, 
Rennes-le-Chateau…..).completando il suo lavoro con l’apertura dell’agenzia di viaggi a Bologna “L’OCCITANE VOYAGES” e  accompagnare chi desidera approfondire queste tematiche uniche e affascinanti. Si occupa e presenta serate di conferenze, eventi, presentazione libri, seminari e visite guidate in loco ed intorni  con l’Associazione Culturale AESTENE  a Bologna.
 
 

 LO SCIENZIATO PAZZO TRA PROIEZIONI IMMAGINARIE E LUNGIMIRANZA 

Dr. Massimo Centini

 

La figura analizzata nella conferenza è una di quelle intorno alla quale aleggiano immagini difficili da ancorare alla realtà, poiché lo scienziato pazzo costituisce una categoria extra-storica, che, si spera, non dovrebbe avere una relazione diretta con il mondo reale. Si consideri inoltre che alcune figure storiche di scienziati, spesso contrassegnati con aggettivi come “pazzo”, “folle”, “squilibrato” e simili, poiché artefici di esperimenti aberranti e ricerche che contrastano con i più elementari principi dell’etica, di fatto non erano persone malate di mente, ma “normali” ricercatori operanti secondo principi ideologici, spesso sorretti da politiche eugenetiche condivise dalla società in cui erano operanti.

Lo scienziato pazzo, quello incuneato nel nostro immaginario, ha il suo archetipo, per esempio, nel dottor Stranamore: quindi è prodotto della letteratura, del cinema, dei fumetti.

In questo nostro viaggio di fatto faremo riferimento a questo modello di scienziato pazzo, quello che appunto ha le sue radici nella fantasia. Faust, Frankenstein, Caligari, Jekyll, Mabuse, Moriarty e tanti altri. Dovremo anche dedicare la dovuta attenzione a un problematico binomio, quello che lega genio e follia, consolidatosi in seno alla psichiatria e all’antropologia criminale lombrosiana. Un binomio che abbiamo addolcito trasformandolo in “genio e sregolatezza”, facendogli così perdere quelle tonalità esclusivamente patologiche e destinate a trasformarlo in un archetipo ricorrente.

Preliminarmente va chiarito che i vari scienziati descritti possono si essere pazzi, patologicamente folli, ma vi sono anche alcuni personaggi che risultano iscritti nella categoria perché le loro creazioni possono risultare “pazze”, in relazione alle conoscenza e alla cultura del periodo in cui questi geni (a volte incompresi, ma non sempre) si trovano a operare.

Lo scienziato pazzo riconosce a scienza e tecnologia il primato sulla natura, accentuando il proprio delirio di onnipotenza attraverso il loro uso incontrollato.

Indicativo in seguente frammento di saggezza orientale: Confucio incontrò un vecchio contadino che scendeva ogni qualvolta in un pozzo per attingere acqua con un grande vaso. Gli proposte il vantaggio che avrebbe avuto usando una leva con braccio contrappesato, molto diffuso tra i contadini cinesi.

L’anziano gli risposte: “Intesi dire dai miei maestri che quando uno si serve di una macchina, finisce per compiere ogni suo atto meccanicamente. E quando uno compie ogni atto meccanicamente, allora anche il suo cuore si meccanizza”.

Ecco, il personaggio che definiamo scienziato pazzo, quello più aderente agli stereotipi di cui abbiamo detto, sembrerebbe avere una macchina al posto del cuore, risultando così sordo ai moti dell’anima, ma solo interessato ad attuare i propri fini, per sete di potere, per denaro, per vendetta, per egoismo e per numerosi altri motivi. O forse solo per pazzia che, lasciando a latere le teorie di Lombroso e continuatori, quasi sempre ha poco da spartire con il genio.

Trai tanti temi toccati: l’Homunculus, l’alchimia, Faust, il progetto impossibile del dottor Frankenstein,

Le metamorfosi del dottor Jekyll, genio e follia a 20000 leghe sotto i mari, gli ibridi del dottor Moreau, il gabinetto del dottor Caligari, il dottor Rotwang e la bolgia di Metropolis, la scienza delle scienze, la bomba del dottor Stranamore e altro ancora.


Massimo Centini

Laureato in Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Ha lavorato a contratto con Università e Musei italiani e stranieri.
Tra le attività più recenti: a contratto nella sezione “Arte etnografica” del Museo di Scienze Naturali di Bergamo; ha insegnato Antropologia Culturale all’Istituto di design di Bolzano. Docente di Antropologia culturale presso la Fondazione Università Popolare di Torino,  insegna “Storia della criminologia” ai corsi organizzati da MUA – Movimento Universitario Altoatesino – di Bolzano.



Fisica Quantistica e Coscienza
 
Dr. MASSIMO TEODORANI, Ph.D.

 

 

Dopo una densa introduzione sui principi di base della meccanica quantistica, discuterò in profondità la variante ontologica della teoria quantistica di David Bohm, focalizzando l’attenzione sul concetto di “non-località”. Per spiegare questi concetti in maniera diretta e intuitiva si farà ricorso alle famose metafore di Bohm, che non rappresentano altro che il significato che si cela dietro le equazioni con cui si reinterpreta la fisica quantistica includendo anche il fattore coscienza. Durante la presentazione discuterò anche gli aspetti sperimentali della non-località approfondendo il concetto di entanglement quantistico e le sue possibili applicazioni, in particolare il teletrasporto quantistico. Poi si parlerà del modello quantistico del cervello (“quantum mind”) di Penrose-Hameroff, dove si mostrerà come la parte esplicata (il cervello) e la parte implicata (la coscienza) interagiscono in continuazione tra di loro, esattamente come l’ordine esplicato e l’ordine implicato nella teoria di Bohm per quello che riguarda l’Universo nella sua totalità. Parlerò poi della teoria di Fred Thaheld in merito alla possibilità di utilizzare il meccanismo dell’entanglement quantistico per comunicare in maniera non-locale sia in ricezione che in trasmissione con possibili intelligenze extraterrestri, attraverso il tracciato bioelettrico delle onde cerebrali dove è teoricamente possibile depositare messaggi non-locali. In questo ambito esporrò anche la mia teoria della “Grande Biblioteca Cosmica”, in base alla quale si ipotizza l’esistenza di un database cosmico in grado di memorizzare tutte le esperienze vissute da tutti gli esseri senzienti dell’Universo, tramite un meccanismo non-locale di “upload” e “download” di informazione usando il quale è possibile sia attivare processi cerebrali che trasmettere e ricevere informazione. L’ultima parte di questa mia presentazione sarà dedicata al concetto di non-località secondo il fisico premio Nobel Wolfgang Pauli, dove si discuterà anche del suo connubio con lo psicologo analitico Carl Gustav Jung in un periodo in cui cercavano assieme di trovare un modello “psicofisico” in grado di spiegare il fenomeno della sincronicità e la vera natura dei cosiddetti “archetipi”.

 REFERENZE BIBLIOGRAFICHE 

Teodorani, M. (2006). Bohm – La Fisica dell’Infinito. Macro Edizioni.
Teodorani, M. (2006). Sincronicità. Macro Edizioni.
Teodorani, M. (2007). Entanglement. Macro Edizioni.
Teodorani, M. (2015). The Hyperspace of Consciousness. Elementa-Wisehouse.

 


 Massimo Teodorani

    è un astrofisico. Ha conseguito la laurea in astronomia e successivamente il dottorato di ricerca in fisica stellare. Ha successivamente condotto ricerche in svariati campi dell’astrofisica (dagli oggetti eruttivi ai pianeti extrasolari), manifestando in seguito un particolare interesse per la ricerca dell’intelligenza extraterrestre utilizzando metodi astronomici. Si è anche occupato a fondo dello studio fisico delle anomalie atmosferiche. Più recentemente si è interessato al meccanismo dell’entanglement quantistico, cercando di individuarne varie possibili applicazioni. Nel suo tempo libero è un musicista elettronico con lo pseudonimo di “Totemtag”.

 

 

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Ultimo aggiornamento (Domenica 11 Settembre 2016 21:46)

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