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Home Eventi Quarto convegno memorial Carlo Sabadin "Scienza e Mistero"

Quarto convegno memorial Carlo Sabadin "Scienza e Mistero"

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Notizie - Eventi
 
 DOMENICA 5 OTTOBRE
ORE 9.30/20
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
i RELATORI QUEST'ANNO SARANNO:
 
Massimo Centini
 
BAMBINI O ANIMALI?
Scienza e mito intorno ai “Figli della foresta”
 
 Con questa relazione un antropologo ci impone di riflettere sulla nostra presunzione antropocentrica, ponendo in evidenza tutta una serie di temi che coinvolgono antropologia, psicologia, medicina, etologia e scienze dell’educazione e dell’apprendimento. Punto focale le singolari esperienze di quei bambini che, per un periodo variabile della loro infanzia o adolescenza, hanno vissuto lontani dalla comunitænbsp; umana, spesso condividendo la loro esistenza con gli animali selvatici dai quali, in qualche occasione, sono stati allevati.
Un fenomeno che ben si allinea alla tematica di questa giornata di studi, in quanto offre tutta una serie di spunti per ripensare, anche dal punto di vista
 
 
Maurizio Pincherle
 
"Le scoperte di Mario Pincherle e l'esperimento sulle onde cerebrali
all'interno dello Zed"


Nel 1965 Mario Pincherle si reca per la prima volta in Egitto. Durante questo viaggio entra nella Grande Piramide e subito cambia la sua vita. Da allora Mario si reca più volte in Egitto, ma è nel corso del viaggio del 974 che si ha una svolta nei suoi studi, che in una prima fase erano stati concentrati sulla tecnica di costruzione. Ispezionando la piramide in modo approfondito con un'équipe di archeologi e tecnici, tra cui erano anche i figli, si rende conto dell'esistenza dello Zed, una gigantesca torre di granito di oltre 70 metri di altezza, rinchiusa e nascosta da milioni di pietre calcaree. Da allora Mario allarga i suoi orizzonti di paleo tecnologo  si spinge verso orizzonti inesplorati e sempre più misteriosi.
La consapevolezza dell'esistenza di fenomeni di disorientamento temporale e spaziale, più volte da lui rilevati all'interno dello zed lo spinge a proporre al figlio, neuro-psichiatra, un esperimento unico di misurazione
strumentale dell'attività cerebrale all'interno del sarcofago. Con l'aiuto di Roberto Giacobbo e della troupe di Voyager l'esperimento viene effettuato nel dicembre 2007 e dà risultati sorprendenti.....

 
 
Riccardo Magnani
 
"La storia vista attraverso Leonardo da Vinci - L'El Dorado e i viaggi in America precolombiani"
 
Grazie a una serie inedita di scoperte, Riccardo Magnani ci condurrà attraverso gli accadimenti che più di ogni altro hanno cambiato il corso della storia dell'uomo: l'epoca post- diluviana e la "presunta" scoperta dell'America.
In maniera del tutto inattesa, lo studioso ci accompagnerà in questo affascinante viaggio attraverso gli occhi e le opere del più grande ed eclettico genio del nostro passato: Leonardo da Vinci.
Avremo così modo di vedere alcune mappe delle Americhe con datazioni
improbabili, secondo quella che è la ricostruzione storica che ufficialmente vede Cristoforo Colombo scoprire il nuovo continente e le straordinarie immagini del ritrovamento di uno dei più affascinanti e misteriosi luoghi del nostro trascorso: l'El Dorado, ovvero la leggendaria cittadella del Paititi, uno dei primissimi approdi in terraferma dell'epoca post- diluviana.
 
Report a cura di Sabrina Biganzoli
 

Magnifica domenica. Quest’anno il Convegno IV Memorial Carlo Sabadin è stato organizzato dall’Associazione Sentinel Italiain collaborazione con il team di Atlanticast, Il podcast italiano sulle civiltà antidiluviane e l’archeologia misteriosa (www.atlanticast.com).

Questo5 Ottobre per noi è statoun incontro formativo e illuminante, scientifico e ben strutturato, come d’altronde lo è ogni Convegno che l’Associazione Sentinel Italia organizza; la scelta dei relatori è determinante per ottenere il massimo apporto scientifico-culturale che, oggi, la nostra società necessita e noi siamo qui per cercare di svolgere al meglio la nostra attività di divulgazione con criterio e consapevolezza.

Anche quest’anno tre Grandi Nomi:

Il Dr.Massimo Centini, dottore in antropologia culturale. Uno dei migliori antropologi che abbiamo in Italia con all’attivo numerosi libri scritti, dalle tradizioni folkloristiche popolari, al mito delle streghe, dei demonie delle superstizioni, dall’esorcismo,ai misteri antropologici del territorio nazionale, fino all’antropologia criminale..

Il Dr.Maurizio Pincherle, psicoterapeuta e specializzato in neuro-psichiatria, attualmente neuro-psichiatra infantile, docente in numerosi corsi di formazione, autore di numerose pubblicazioni scientifiche di argomento neuro-psichiatrico. Inoltre relatore in noti Convegni nazionali ed internazionali. Maurizio è il figlio del già noto Scrittore edIngegnere Mario Pincherle,conosciuto per i suoi studi paleo-tecnologici degni di nota nel campo dell’archeologia misteriosa, soprattutto nell’ambito dell’Antico Egitto e in particolar modo riguardanti la Piramide di Cheope e lo ZED.

Infine il vulcanico Dr.Riccardo Magnani, affermato studioso del periodo rinascimentale nonché conoscitore del percorso eretico/illuminante di Leonardo da Vinci, che lo legherebbe alla “Scoperta dell’America” e all’El Dorado (..).

Il titolo del Convegno di quest’anno, “L’ALBA DELL’UMANITA’-ENIGMA UOMO, LE ORIGINI”,è un titolo ambizioso che ci fa riflettere sull’importanza della tematica affrontata dai nostri relatori e che pone senza ombra di dubbio, ancora oggi, domande doverose sull’evoluzione ed enigmi significativi sull’origine della nostra specie.Prima di dare la parola al nostro primo relatore della giornata, il Dr.Massimo Centini, il Presidente uscente dell’Associazione Sentinel Italia, Luigi Della Chiesa, ci mostra a video uno degli ultimi interventi del Dr.Carlo Sabadin, effettuatonel 2008, in occasione di uno dei Convegni di Macro Edizioni, dove eravamo ospiti come Associazione; inoltre effettua il passaggio di consegna come Presidente uscente dell’Associazione Sentinel Italia al nuovo Presidente, il Dr.Ing.Eugenio Ballini al quale facciamo i nostri migliori auguri di buon lavoro per i futuri quattro anni.

“Mantenere vivo“il pensiero” delle persone che amiamo, è come attribuire loro una sorta di immortalità che fa bene al cuore”; così esordisce in apertura di relazione il Dr.Massimo Centini ricordando il nostro amico e compagno di mille avventure, Carlo Sabadin.

Massimo Centini è un ricercatore tutto d’un pezzo, borderline nonché bieco positivista (come lui scherzosamente si definisce), che ha bisogno di parlare di “cose effettive e provate”(..).

La sua relazione si intitola “BAMBINI O ANIMALI? SCIENZA E MITO INTORNO AI BAMBINI DELLA FORESTA”;il relatore parla di un fenomeno riscontrato in Europa, ma che si sposta nel tempo in India e in Africa e che pone molti interrogativi su come alcuni bambini sperduti abbiano potuto vivere, ma soprattutto sopravvivere da soli, allo stato brado come animali, in condizioni disperate per anni, e prova a spiegare la misteriosa relazione tra l’animale in quanto tale e l’Uomo-bestia.Diverse spedizioni scientifiche si sono riproposte di studiare il fenomeno in loco (in luoghi diversi);ErnstJunger, ad esempio, che ha espresso dubbi e inquietudini a riguardo, e non è certamente il solo.

Una visione antropocentrica mostra come “la Specie Umana può essere il cancro dell’Universo”.Una fenomenologia suggestiva quella relazionata ed illustrata dal Dr.Centini,con foto a tema di taluni soggetti dei primi anni del dopoguerra; il relatore mette inoltre in risalto la successiva cannibalizzazione del fenomeno dai mass-media e la cronaca in generale che, nel tempo, hanno masticato e rigettato tali eventi, riducendoli esclusivamente a puro sensazionalismo e beceri stravaganti fatti di cronaca di basso livello.

Centini ci relaziona su fatti inquietanti di bambini vissuti soli, con cani ed altri animali della foresta, i quali hanno perso il loro background umano che, portati fuori da questa realtà “animalesca”, non sono più riusciti a riadattarsi completamente; oltretutto questi bambini, hanno avuto una vita brevissima ed una completa regressione.

Risalendo ai primi del novecento, riscontriamo diverse situazioni/patologie di disagio.Esiste una classificazione della fenomenologia,le categorie di bambini allevati (e difesi) esclusivamente da animali fuori dal consorzio umano, le categorie di bambini con relazione parziale al consorzio umano, derivanti dal risultato di una sfera sociale difficile e/o abbandono parziale, le tipologie di bambini vissuti nella natura e/o foreste senza un’apparente relazione con animali, ed infine bimbi innocenti che per motivi inspiegabili vengono reclusi in gabbia, ma qui entriamo nella specifica sfera della criminalità (..).

Ci sono anche altre categorie che appartengono al mondo “dei baracconi”, i fenomeni detti “freaks”: soggettiche hanno delle vere e proprie malformazioni genetiche e che per questo vengono maltrattati ed esposti al massacro mediatico, solo per questioni economiche e di sfruttamento pianificato.Bambini emarginati, dimenticati dal contesto sociale, fuori dalla norma che nell’immaginario collettivo ed anche nella mitologia, vengono stravolti ed enfatizzati dando così vita ad un interesse fuorviante ed emblematico, che si contrappone alla realtà effettiva facendoli diventare dei veri e propri “supereroi”. Dei veri e propri reietti che non si armonizzano con la società,né con la nostra cultura, ma che ci fanno pensare al cosiddetto “Mostro” in maniera contradittoria ed armoniosa allo stesso tempo (..).

Il relatore inoltre ci pone l’esempio de “Il PrimoLibro della Giungla” di Kiplingdove il bambino allevato dagli animali “non era affatto” un Eroe. In realtà il personaggio è stato strumentalizzato e cannibalizzato dall’autore. Topolino è un altro esempio dove il personaggio topo viene spogliato dell’animalità naturale che dovrebbe essere insita in lui.

Insieme al relatore analizziamo note de “Il Tarzan delle Scimmie”; anche qui sfasciato e stravolto dal suo naturale contesto e significato, ma era ciò che “l’immaginario collettivo” del tempo, richiedeva (..); l’Africa è affascinante, trasuda di mitologia classica quando viene decritta nei racconti popolari ma allo stesso tempo ci stordisce e crea una serie di luoghi comuni che si possono identificare in tre aspetti,quello culturale, quello ambientale e quello antropologico.

Quello culturale ci fa domandare se effettivamente sia possibile una convivenza con animali selvaggi e se l’apprendimento sia insito nella nostra specie; i bambini sperduti ci insegnano che, una volta rientrati in comunità hanno serie difficoltà a riprendere a comunicare, a parlare e non recuperano mai completamente.Studi provati evidenziano aspetti peculiari come una straordinariaresistenza al freddo ed un selettivo sviluppo dell’udito e dell’olfatto. Ogni studio è a sé (..), gli aspetti da considerare sono diversi, età, sesso, patologie determinate dallo stato naturale, malformazioni, presenze di ferite importanti, il linguaggio, la deambulazione, il luogo del ritrovamento, il rifiuto del cibo cotto e così via; tutte informazioni documentate e relazionate in importanti trattati di ricerca riguardo a questa fenomenologia dei bimbi sperduti.

Le motivazioni del disagio e della situazione critica in cui vivono potrebbero essere molte, spesso dipendono dalla cultura e dal contesto storico da cui emergono queste creature; spesso non ci sono risorse e garanzie per tutti e qualcuno viene sacrificato, venduto e rigettato allo sbando, anche per manovalanza associata ad attività criminali..Spesso, mancano gli strumenti per il reinserimento.

Nonostante ciò è un argomento ricco di fascino che ci permette di studiare ed approfondire il linguaggio, il comportamento e la mente umana, e ci porta di conseguenza a riflettere sull’umanità, sulla nostra cultura, sulle vere problematiche/patologie che dovrebbero essere analizzate attentamente al fine di evitare emarginazioni ed inquietudini nei soggetti..

Diversi sono gli esempi di bambini sperduti descritti nel dettaglio dal relatore; un caso particolare lo ritroviamo nel 1721 a Marsiglia durante il periodo della peste, dove un bimbo scappa dalla sua famiglia e racconta, anni dopo il suo ritrovamento, di aver vissuto nella foresta solo; non si è più riadattato completamente nonostante il suo background di formazione iniziale (..). Un altro esempio studiato dal Dr.Itard in piena rivoluzione francese riguarda un bambino di nome Victor(vedi il film “Il Bambino Selvaggio” di Francois Truffaud), affetto da idiozia congenita. L’intenzione del Dr.Itard era di istruirlo, recuperarlo attraverso una lenta e minuziosa terapia, per riportarlo alla sua “normale” condizione umana; dopo ben cinque anni di studi sul soggetto,sfortunatamente non riuscirà ad andare al di là dell’immagine del “ritardato”..

Un altro caso misterioso di cui ci mette a conoscenza il Dr.Centini è quello di Kaspar Hauser (26.5.1828), che appare a Norimberga all’età di diciassette anni accompagnato da “una lettera”, la quale racconta che Kaspar ha vissuto la sua esistenza in una gabbia; il giovane ragazzo sa appena parlare..

Tematiche affascinanti, allo stesso tempo pericolose dove si riscontra una genetica che fa “delle cose terribili” ed inoltre insegna che “l’uomo selvaggio” è spesso lasciato solo, manipolato, isolato, spesso per situazioni di comodo (..). Tematiche che lasciano sempre una porta aperta; per capire a piene mani la fenomenologia e l’evoluzione, dovremmo mettere in disparte la nostra arroganza, la nostra supponenza, la nostra superiorità; in fondo condividiamo il nostro patrimonio genetico al 97,3 % con lo Scimpanzé, è un dato di fatto e quindi da lì si deve partire, con umiltà e voglia di riscattarsi senza compromessi, senza inganni.

Il relatore a tale proposito, conclude con una citazione di Lupo Alberto “Non ti preoccupare, tanto il mondo, un giorno farà a meno di te”. Grazie Massimo.

Secondo relatore della giornata è Maurizio Pincherle che presenta la relazione: “LE SCOPERTE DI MARIO PINCHERLE E L’ESPERIMENTO SULLE ONDE CELEBRALI ALL’INTERNO DELLO ZED”.

Maurizio ci porta a spasso nel tempo, in Egitto con un percorso di formazione critico/scientifico. Racconta del primo viaggio in Egitto del padre, l’Ingegnere Mario Pincherle, nel 1965. Un archeologo, paleotecnologo al quale sono legate scoperte come lo ZED (la Torre di Osiride), il “sistema di legni corti” con cui fu eretta la Grande Piramide e traduzioni di testi antichi come il 5° Vangelo, il Sfr Isiré di Abramo e i libri di Enoch. Un Ingegnere “curioso”e allo stesso tempo risolutivo in cerca di risposte.

 

Mario Pincherle si accorse subito che la famosa Piramide di Cheope, ingegneristicamente parlando, era stata costruita in una modalità assai “folle”, quindi da qui, la sua missione nel capire, studiare a fondo le civiltà antiche e soprattutto andare a fondo sulle modalità di realizzazione della stessa Piramidee degli archetipi fondamentali,per conoscere i motivi “veri” per i quali era stata così concepita, sotto l’aspetto puramente tecnico e meccanico di costruzione.

Il primo articolo che parla di questo argomento, scritto da Mario Pincherle, risale al 1969 con il supporto dell’archeologo Paolino Mingazzini, che considerava Mario Pincherle un Mito; qui l’ingegnere illustra le effettive “tecniche di costruzione della Piramide”. Aseguire, nel 1973 “Come esplose la Civiltà” e nel 1974 “La grande Piramide, la scoperta dello ZED”, un bellissimo libro che apre la mente. Seguono innumerevoli pubblicazioni di Mario, alcune con il supporto della sua compagna, Giuliana, che lo accompagnerà per più di trent’anni, sua complice sia nella vita, sia nelle sue estimate ricerche.

Il 1974 è l’anno del primo viaggio di Maurizio in Egitto, alla ricerca della Torre di Pietra all’interno della grande Piramide. Parte con un folto gruppo di persone, molto eterogeneo, giornalisti, ingegneri, ricercatori. Un passaggio fondamentale è stato far prendere coscienza agli archeologici egiziani dell’esistenza dello “ZED”; in seguito, ne è seguita una documentazione giornalistica anche da parte degli accademici egiziani (..).

Il sito è affascinante, per certi versi:i blocchi di calcare, il sarcofago in granito,che ci chiediamo se effettivamente può essere una tomba, e il perché non ci sono delle “prese d’aria”; potrebbe invece essere un gigantesco coperchio, ma per nascondere cosa? Lo ZED, naturalmente, che fa “fare delle strane cose”(..).

Maurizio ci relaziona sul fatto che anche Napoleone, uomo molto appassionato di mistero (..),si recò in Egitto e volle inoltrarsi verso la grande Piramide; il suo intento era sdraiarsi all’interno del sarcofago per tutta una notte,solo.Non raccontò mai a nessuno la sua peculiare esperienza all’interno del sepolcro, MA alcuni cenni li ritroviamo all’interno dei “Diari di Sant’Elena”, dove definisce questa sua esperienza singolare ed illuminante..

Dalla cartina esatta della Piramide, si evince che è senza dubbio una costruzione misteriosa: granito, pietra calcarea, e la “Torre” sulla volta celeste; la torre ZED “non tocca” su tutto il resto della grande Piramide.Abbiamo sulla destra la camera della Regina, c’è un’intercapedine d’aria, ci sono delle camere superiori, poi due piastre che non sono in granito; nella stanza del Re c’è un pertugio nel quale chinarsi per entrare e il sarcofago, pesantissimo, in granito, risulta più grande dell’entrata, quindi come ci è entrato? Come sono riusciti a levigare il granito? Inoltre abbiamo una stanza di conservazione nascosta ed un quinto piano aggiunto sicuramente in un momento successivo alla prima realizzazione. Perché ci sono cinque piani?Sono solo “camere di scarico”? Ma cosa scaricano, se non toccano sul granito? La verità è che non possono scaricare niente..Sicuramente c’è un altro significato ed un’altra funzione (..).

Il relatore mostra, e ci spiega, alcune raffigurazioni antropomorfe ed un amuleto a forma di ZED all’interno de “l’Uovo Cosmico”, nel bellissimo bassorilievo nel Tempio diHathora Dendera, in Egitto. Si evince la parte evolutiva e quella involutiva, due differenti aree dell’Umanità; in questa rappresentazione lo ZED ha quattro piani, quindi un’epoca precedente rispetto allo ZED nella piramide di Cheope, in aggiunta,sul bassorilievo, è visibile anche la rappresentazione del fluire del tempo(..).

Maurizio fa un excursus sulla Piramide a gradoni di Sakkara, costruita con pietre di granito, basalto e diorite, che lui personalmente ha scalato,dove lo ZED, prima di essere inserito nella piramide di Cheope, lìrisiedeva.. Ciò che si evince è che lo ZED e la Piramide sono due cose distinte, all’inizio lo ZED era una struttura a sé stante, in un primo tempo fu deposto appunto sulla Piramide di Sakkara ed in seguito, “nascosto” nella Grande Piramide; esso è molto più antico della Piramide e rappresenta la spina dorsale di Osiride ovvero il “contatto dell’Uomo con Dio” (..).

Lo ZED è affascinante in tutte le sue peculiarità: sotto lo ZED non sappiamo di preciso cosa ci sia, nelle quattro stanze non vi è possibilità di accesso, la parte sopra di queste è perfettamente levigata e la parte sotto è molto grezza. E’ sicuramente un sito ricco di misteri e molto affascinante.

Nel 2007, ci racconta il relatore, è stata fatta una spedizione con il giornalista Roberto Giacobbo ed il suo team (molto eterogeneo, fisici scettici, informatici, ingegneri..) al fine di poter sperimentare e documentare, con apparecchiature scientifiche, cosa effettivamente succede una volta distesinel sarcofago. Maurizio racconta che, una volta entrati nella stanza del Re, erano tutti molto euforici e vennero investiti da un’emozione davvero senza precedenti.Per questa “operazione particolare”, l’ispettore delle antichità, direttore del Boston Museum, nonché direttore generale per le piramidi di Giza e Sakkara, Zahi Hawass, noto archeologo egittologo egiziano e presente sul luogo, è stato “distratto” da alcuni membri del team (perché lui era contrario..),in modo che la parte restante del gruppo potesse portare a termine l’esperimento scientifico con l’elettroencefalografo.

Una persona del team si è sdraiata consapevolmente nel sarcofago e, durante la sua permanenza all’interno, l’apparecchio ha registrato in alcuni punti un’attività anomala, oltre al fatto che il soggetto ha avuto un disorientamento temporale importante/peculiare: al termine, infatti, era visibilmente scosso. Sono stati registrati i ritmi celebrali e alcuni parametri: l’esperimento è stato poi rifatto in un secondo momento, con lo stesso soggetto, al di fuori del sarcofago, al di fuori della piramide di Cheope e le risposte celebrali sono risultate molto differenti, confrontando gli stessi parametri: ampiezza ed irregolarità delle “Onde Alfa Fronto-Occipitali”, anche nello stato di trance.

Due team di lavoro, un’equipe francese ed una italiana, hanno mostrato e dimostrato gli stessi risultati: viene evidenziato uno stato di condizione distaccata temporale, è indubbio, ma la scienza ufficiale, attualmente, non è in grado di spiegare questo “fenomeno”, e, soprattutto, non è ancora ben chiaro cosa succede una volta all’interno dello ZED, ma “qualcosa” effettivamente succede. Ma cosa? E’ qualcosa legato alla natura? Legato alla percezione dello spazio-tempo?(..)

Altra cosa importante da sottolineare è che negli esperimenti monitorati, eseguiti all’interno del sito, le persone che si sono sottoposte a questo iter scientifico erano persone “normali”,e non necessariamente “con doti al di fuori dell’ordinario”..

E quindi alcune domande sono lecite: il nostro cervello può uscire dallo spazio-tempo?Il futuro ed il presente sono una cosa unica ed indissolubile? Esistono differenti livelli frequenziali, in questo caso specifico, nella piramide ZED?

Maurizio ci relazionaanche di un caso di cronaca molto noto e peculiare, riguardante una nota medium, Pasqualina, che negli anni ’70 “usava” tecniche personali perdescrivere “cose e patologie”là dove gli apparecchi scientifici non esistevano ancora; davvero sconvolgente e “quasi” paranormale a tutti gli effetti.

L’intervento di Maurizio Pincherle, che poi vedrete in dettaglio come video sul sito dell’Associazione Sentinel Italia, www.sentinelitalia.org, è davvero esaustivo, affascinante, senza precedenti. Maurizio è un neuropsichiatra infantile, che ogni giorno ha a che fare con la scienza e con la parte “umana” di soggetti particolari ed il suo apporto “scientifico” rispetto alle Scoperte in Egitto, in particolare nella piramide di Cheope del padre Mario, aggiungono senza ombra di dubbio un tassello importante nel nostro viaggio illuminante verso la consapevolezzae la conoscenza.Siamo stati veramente onorati di averlo avuto come ospite.

Terzo relatore della giornata, il vulcanico Riccardo Magnani; la sua relazione si intitola “LA STORIA VISTA ATTRAVERSO LEONARDO DA VINCI- L’ELDORADO E I VIAGGI IN AMERICA PRECOLOMBIANI”. Magnani è un ricercatore diretto, esaustivo che arriva al dunque senza girare troppo intorno alla questione, per lui è fondamentale la correlazione tra vibrazioni, sinfonia armonica e musica. Per Magnani la cartografia antica è un punto indispensabile dal quale partire per riscontrare “su carta” cosa effettivamente, da un lontano passato, è stato tramandato, e cosa invece è stato mal-interpretato, magari anche di proposito..

Come prima immagine, ci mostra una cartografia importante, del  1459, dove si riscontra una conformazione della terra che emerge dopo il Diluvio Universale “troppo” precisa.. Così come non era ancora stata ancora scoperta (!), tra l’altro non casuale in un periodo politicamente strategico, dove si evince un giovanissimo Leonardo Da Vinciche lascia Firenze per raggiungere Milano, in missione per il Ducato Sforza; un Leonardo Da Vinci in erba,tra l’altro già impegnato in letture strutturate come “ Cicerone”.Leonardo, un personaggio peculiare, enigmatico che usava ritrarsi in tutte le forme di anatomia ed usava “salvaguardare la conoscenza” attraverso la pittura; in effetti la storia ci mette a disposizione diversi ritratti e raffigurazioni di questo noto personaggio di epoca rinascimentale “non troppo conosciuti”, ma essenziali e determinanti per tale periodo storico.

Cosa possiamo dire sulla scoperta dell’America“ufficiale” del 1492 di Cristoforo Colombo? Tante, troppe cose, ma sicuramente la più essenziale e controversa è che effettivamente, nel 1459 le coste, così come sono poi state scoperte, esistevano già, erano già lì chiarissime; “qualcuno”, detentore di conoscenza esoterica, lo sapeva già ed ha provato a renderlo noto attraverso questi dipinti precedenti alla scoperta stessa..

L’esoterismo del periodo medioevale passa attraverso le famiglie di potere Medici, Sforza, Malatesta; esiste una rappresentazione particolare del 1451 di Piero della Francesca, uno dei più grandi pittori italiani del quattrocento, dove l’America è rappresentata in modo chiaro e preciso, e dove sono altresì evidenti le caratteristiche condizioni di carattere politico/economico della società “odierna”; per rappresentare un continente strutturato come questo è palese che servono “strumenti illuminanti” per essere “cosìprecisi”.

Anche in altre rappresentazioni/affreschi bizantini di Benozzo Gozzoli, 1459, abbiamo delle peculiari rappresentazioni,il Corteo di Concilio tra Chiesa d’Oriente e d’Occidente, la celebrazione di Galeazzo Maria Sforza, e con lui un giovane Malatesta, il filosofo Gemisto Pletone ed anche un giovane Leonardo Da Vinci, probabilmente durante il “suo” passaggio di consegna da parte di Gemisto Pletone (..); molto mistero, diverse perplessità, molte domande. Il relatore ci fa notare che nel dipinto abbiamo anche la presenza di un indio, che non avrebbe dovuto esserci, con un copricapo “piumato”, che riporta alla connessione eterica e del cosmo, una forte influenza del mondo mesopotamico sulla cultura orientale(..).

Tante particolarità ci portano a pensare che le conoscenze esoteriche di qualcuno erano, per certo, un qualcosa che doveva essere in qualche modo tramandato; in questi dipinti ritroviamo anche una rappresentazione del Sud America, con un’importante scena di caccia (prematura senz’altro per l’epoca) ed inoltre un lago, il Titicaca, ed alcuni uccelli nativi tipici di questo sito..

Interessante e particolare excursus, passando dalla famiglia di Galeazzo Maria Sforza collegata al dipinto per eccellenza,la “Nascita di Venere” del Botticelli,fino a Francesco Sforza e all’ennesima rappresentazione di una battuta di caccia nel Manuale della Falconeria, sempre del 1459.

Nonostante il mondo degli appassionati di misteri si infervori per il noto documento cartografico noto come la Mappa di Piri Reis, datata 1513, documento “alquanto giovane”, c’è da sottolineare che vi sono cartografie ben più antiche di questache possono essere consultate..

La relazione di Magnani si fa sempre più interessante: esistono ad esempio quattro rappresentazioni di Palazzo Vecchio con la “frammentazione/evoluzione della Pangea” che, detto con le parole del relatore, “non si fila nessuno”, dove ritroviamo raffigurazioni di terre emerse ed acqua, che ricordano molto la conformazione odierna.. Abbiamo delle rappresentazioni del continente Antartico, posto nelle mappe dell’epoca, da non sottovalutare; ed ancora una ripartizione a spicchi del globo terrestre, che condiziona il metodo di navigazione per i mari..

Il mondo accademico non è ancora “pronto” ad ammettere che, effettivamente, all’epoca qualcuno aveva una conoscenza superiore ed era tutto già noto, e tutte le scelte politico/economiche erano già state pianificate; esso non prende in considerazione queste prove provate. Ed ancora, nel Tempio Malatestiano di Rimini risiedono delle rappresentazioni con i due globi terrestri ed il “Tropico del Cancro”. Questo, dovrebbe riscrivere tutta la storia!!

Inoltre, viaggi oceanici completamente diversi, voli di uccelli, i meglio rappresentati al mondo, che rimandanoalla teoria della musica delle sfere celesti, ad una elevazione energetica interiore, a Cicerone, a “quello stesso” Cicerone che leggeva il giovane Leonardo Da Vinci all’età di sette anni..

Quindi, qualcuno sapeva, qualcuno migrava e riportava dati e testimonianze, dall’Antartide all’antico Egitto, dagli Etruschi ai Fenici, ai Popoli del Mare e “qualcun altro” ancor prima di loro..

Un intervento straordinario quello di Magnani che riporta alla nostra composizione energetica, ai chakra, alla natura che sa ben ripetere un meccanismo di riequilibrio, senza passare attraverso una mente che devia e distorce, tutto questo attraverso vibrazioni ed empatia. In effetti esempi di fisica quantistica riportano a vibrazioni d’onda, ad una percezione più definita del cosmo.

Un altro passaggio importante di cui veniamo a conoscenza, investigato dal nostro ricercatore,ci porta nella Foresta Amazzonica, 100 km a nord del sito archeologico di Machu Picchu, in un sito molto singolare e atipico; un’area molto vasta di 20x30 km, con diverse formazioni. Parecchie, e viene spontaneo domandarsi cosa esattamente ci può essere in quella zona precisa.. Ad est abbiamo i petroglifi di Pusharo, qui probabilmente risiede una rappresentazione dellaleggendaria città perduta diPaititi, segnalata tra l’altroin una mappa, in una sorta di “reception di benvenuto”,50 km più in là, dove appunto il sito è rappresentato.

Magnani ha elaborato un principio di spedizione per andare in loco ad investigare, ma come di solito succede, spesso i fondi per le spedizioni più interessanti tardano ad arrivare (..). Non lontano da questo sito si estrae il gas naturale ed il lavoro di estrazione è finanziato da multinazionali americane; in più, abbiamo il narcotraffico e i tagliatori di legna, e quindi il governo peruviano è molto combattuto, e si domanda quanto potrebbe rimetterci economicamente se in quest’area cominciassero ad arrivare “estranei” a deturpare il “silenzio” e “disturbare quotidiane operazioni commerciali” che a loro, ad oggi, fruttano ingenti somme di danaro, solo per riportare alla luce una “presunta” città perduta.Questa potrebbe essere la scoperta più intrigante, sensazionale ed affascinante: l’El Dorado, nel mito di tutti noi.

Il relatore sta procedendo con meticolosa determinazione al fine di rilasciare quante più informazioni possibili sul sito di Paititi, in modo che, se dovesse presentarsi “qualcun altro” che, con patrocini, finanziamenti facilie/o mezzi propri partisse per il Perù per rivendicare tale scoperta, Magnani può puntare il dito e dire “voi non avete scoperto nulla, la ricerca appartiene a me e ne ho le prove provate e documentate”, ed aggiunge “giù le mani da Paititi”.Direi che è un ottimo punto di partenza per non “farsi fregare”(..).

In questo straordinario ed eccezionale sito abbiamo Piramidi che ricordano la Piramide di Giza, un piazzale cerimoniale che ricorda il piazzale cerimoniale di Tiahuanaco e diverse altre formazioni che ricordano i terrazzamenti di Machu Picchu; abbiamo poi una presenza di una città ricca di manufatti, un orologio solare, cerimoniali per equinozi e solstizi.

Inoltre si evinconochiavi di lettura che riportano all’ultima cena, il tradimento della chiesa, la rappresentazione del culto solare (che ritroviamo anche nelle Piramidi colossali in Indonesia).. Qui potremmo per certo ritrovare testimonianze fattive che ci ricondurrebbero ad un’epoca antidiluviana molto remota e potremmo capire il “perché siamo qui, ora”. Inoltre i vecchi “Saggi” confermerebbero che oltre a ciò che è visibile in superficie, sottoterra c’è molto, molto di più..

Paititi si troverebbe sulla linea che congiunge idealmente l’Isola di Pasqua e la piana di Giza, e questo si evince dalla riproduzione del planisfero di Leonardo da Vinci affrescato sul soffitto a Palazzo Bestaa Teglio..

Giza viene datata 11.000 a.C. ed è identificabile con la costellazione del Leone; Paititi, 27.000 a.C.,MU, l’ipotetico continente scomparso, risalirebbe a 34.000 a.C.. Abbiamo tanto ancora da scoprire e capire, retrodatando l’orologio ad un tempo remoto..

Divide et impera..non è lo slogan del nostro ricercatore, che avrebbe come finel’assemblaggio e l’unione di tutti i punti, e le tracce raccolte per creare una realtà che abbia un inizio ed una fine identificabile, certa,senza nessuna spaccatura, senza nessun frazionamento che divide e separa. Si evince che tutto ha un senso, tutto è collegato ad eccezione “dell’Uomo” che risulterebbe estraneo a questo pianeta(..). L’Uomo è un prodotto esogeno, chi ha “creato” l’Uomo gli ha fornito anche un certo grado di conoscenza e questo lo si evinceanche nelle mappe del mondo nella loro interezza. Un vero prodotto “studiato a tavolino” per degli scopi ben precisi..

Il relatore conclude dicendo che la terra, si sa, è un minuscolo granello di un sistema molto, molto più grande e complesso; è basilare creare un punto di osservazione importante, al fine di mettere la terra nel centro vibrazionale, creando un giusto equilibrio tra la teoria astronomica dell’eliocentrismo, che postula il sole come centro sia del sistema solare che dell’universo, e la teoria astronomica dell’geocentrismo, che pone la terra al centro dell’universo; noi siamo energia, vibrazioni e frequenza, la mente razionale è un fedele servo della mente intuitiva, è doveroso liberarsi dal condizionamento mentale che ci sta facendo implodere sempre più.

La forma è la materia, l’energia è la sostanza. E’ essenziale ritrovare l’armonia essenziale più pura.

Magnani cita non a caso Goethe in conclusione “Con gli occhi vedere ciò che davanti agli occhi si trova”.. Grazie Riccardo, esaustivo e splendido nella sua interezza.Davvero illuminante.

Ringraziamo tutti i presenti intervenuti al Convegno, è stata una giornata davvero intrigante e molto costruttiva, c’è stata un’ottima interazione tra i relatori e il pubblico presente. Siamo stati davvero onorati di aver ospitato tre relatori qualificati di altissimo livello, sia per gli argomenti trattati, sia per il loro professionale modus operandi;una particolare giornata dunque, stimolante con parecchi spunti di riflessione e tanta voglia di certezze che, noi non abbiamo la presunzione di avere, ma, certo è, che stiamo cercando di far emergere con umiltà tutto quello che fin ora è stato deliberatamente celato e -trasformato ad arte-, facendo “apparire/emergere” solamente l’immagine distortadi quello che veramente è accaduto in un nostro remoto passato che poi, a guardar bene, tanto passato non è (..).

“Dal più antico degli argomenti trarremo la più nuova delle scienze”. Hermann Ebbinghaus

 



 

 
 

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Ultimo aggiornamento (Domenica 26 Ottobre 2014 16:17)

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