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Home Viaggi Magica Irlanda

Magica Irlanda

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Notizie - Viaggi

 

Magica Irlanda 2012. Un viaggio tra passato e presente.

Report a cura di: Sabrina Biganzoli (Sentinel Italia)

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Tutto è iniziato da qui, BELFAST. Città imponente, moderna, orgogliosa e molto trafficata. La rivoluzione industriale l’ha portata a essere uno dei maggiori porti navali, inoltre il commercio del lino e del tabacco in Belfast, hanno fatto la differenza.L’importanza nell’Ulster della produzione del lino fu spronata, nel XVII secolo dall’arrivo di tessitori ugonotti di qualità, quest’attività rimase fiorente per almeno due secoli, oggi, l’industria tessile è scemata alla volta di un’industrializzazione importante su tutto il territorio irlandese. Prima di raccontare ciò che abbiamo avuto la fortuna di visitare in questa maestosa storica Belfast city, va detto che tutte e sei le contee del nord d’Irlanda sono “da togliere il fiato”. Stupende coste nella contea di Antrim, immense campagne profumate di raccolto, cime dalle peculiari sfumature come le Sperring Mountains nell’entroterra della contea di Londonderry, vivaci cittadine progressiste come Londonderry, nell’omonima contea che vanta un singolare centro storico circondato da una muraglia conservata in modo splendido,torbiere uniche nel loro genere come quelle situate nella contea di Tyrone, ricca di siti archeologici, laghi secolari nella contea di Fermanagh, le colline moreniche nella contea storica di Armagh e le vulcaniche Mourne Mountains a sud, nella contea di Down. Eccoci qui, siamo in pieno centro a Belfast, l’imponente e maestoso City Hall in pietra di Portland sovrasta il “centro storico”, diverse peculiari statue memoriali, tra le quali, Sir Edward Harland, fondatore dei cantieri Harland & Wolff che costruì l’indimenticabile “il Titanic”. Edifici meravigliosi di epoca vittoriana, chiese e cattedrali dell’ottocento. Una parte della città, attraverso alcuni “stanziamenti per la pace” ha potuto essere ricostruitae rimodernata alla fine degli anni novanta.I peculiari“giardini botanici” maestosi e coloratissimi gli fanno da festosa cornice. Nonostante Belfast city sia un posto eclettico frenetico e moderno dove il sole sembra mai tramontare, ci si può fermare e riflettere in un luogo “singolare” dove cellulari e iPod non rientrano nell’armonia del posto; parliamo della storica e peculiare Linen Hall Libraryche occupa un vecchio magazzino per il lino di epoca vittoriana, inoltre la sua member’s room è ancor oggi un importante luogo di ritrovo degli anziani membri di Belfast.’una capitale che non ha mai voluto scendere a compromessi; nonostante tutte le lotte clandestine di potere e di dominio che l’hanno segnata nell’ultimo secolo, conserva una sua inattaccabile dignità vecchio stile.na sosta in centro è doverosa al “Crown, liquor saloon”, uno dei più popolari e storici pub di Belfast, dove il personale ti accoglie benevolmente e una chiacchierata con la gente locale è d’obbligo e ti riscalda il cuore. se tutto questo non basta, non si può non fare una tappa al pittoresco George’s Market. Vivacissimo mercato al coperto di epoca tardo-vittoriana, dove nelle giornate di martedì e venerdì, settimanalmente, ogni ben di dio è esposto su bizzarre e coloratissime bancarelle; pesce fresco, libri, vestiario e chincaglierie di ogni genere, qui si possono fare ottimi affari ed è possibile anche sedersi, godersi lo spettacolo e gustare le migliori prelibatezze isolane come l’irish stew e l’ottimo stufato irlandese. A sud della città non mancano gli ottimi ristoranti di grido, i locali dove fare tardi e la stupenda Queen’s University in stile Tudor che ospita più di diecimila studenti provenienti da ogni parte del mondo.Le sue colline a ovest la rendono per certi versi magica e incontaminata anche se, a onor del vero, rimane una delle città più industrializzate e turistiche del nord d’Irlanda. La storia nell’ultimo secolo porta Belfast ad essere fiera efamosa “purtroppo” ma anche “per fortuna” sotto certi aspetti, del suoi spettacolari MURALES politici. Una particolare forma d’arte espressa da chi ha vissuto una situazione politica davvero senza pari ed estenuante, una lotta armata che li ha accompagnati per più di un trentennio..., gridano rabbia, vendetta e violenza ma allo stesso tempo vogliono essere un richiamo alla tolleranza, all’integrazione e all’uguaglianza, un riscatto che il popolo irlandese ha cercato e voluto con tutte le sue forze. Il miglior modo per visitarli ed osservarli peculiarmente è appoggiarsi ad un tour organizzato su uno storico “black taxi” dove, spesso l’autista diventa un attendo narratore.., ci si può così immedesimare nelle storie raccontate, soffrire e gioire sui passati troubles della città e perché noschierarsi a favore o contro di una particolare causa.., divisa tra repubblicani e lealisti.C’è da perdersi. Murales di ogni sorta e genere con tematiche oscure ed allo stesso tempo speranzose.Da una parte è illustrata e disegnata una volontà di mantenere uno status quo a tutti i costi con figure forti e decisive, dall’altra figure anche mitologiche che riportano il pensiero alla speranza, alla lotta con il sorriso in volto, senza distruggere tutto ciò che il territorio rappresenta. Anni e anni di lotta, oppressione, restrizioni, resistenza, scontri politici, marce per i diritti civili ed altro; le famose “blanket protests” dei prigionieri repubblicani del 1972, le note tragiche proteste di un gruppo di detenuti che si vedevano negare i loro diritti guidati dall’eroico Bobby Sands ( anch’esso scolpito nei murales di Falls road..), fecero molto discutere in quanto, una loro importante presa di posizione con un drastico sciopero della fame li portò alla morte nel carcere di Maze. Nessuna delle due fazioni, né i protestanti né i cattolici erano dispostia interagire e collaborare per il bene di una nazione unita. Nessunoera disposto ad ascoltare. Finalmente arrivò il 1985 conla firma del patto Anglo-Irlandeseche fu quasi determinante per la risoluzione del problema ormai radicato. Il governo britannico fece un passo indietro e rinunciò soprattutto a interessi economici nel nord d’Irlanda, ne seguì una cessazione degli scontri armati sia da parte dell’IRA sia da parte delle truppe paramilitari lealiste, vennero eliminati tutti i posti di blocco e le barricate. Ma non fu veramente la fine degli scontri, in quanto, in seguito ci furono alcuni sporadiciattentati da parte dell’IRA. Una svolta storica fu nel 1997 quando il nuovo governo laburista decise di occuparsi veramente della problematica sancendo, il 10 aprile 1998 il GoodFriday Agreement che poneva fine alle rivendicazioni della Repubblica d’Irlanda sulle sei contee del Nord, proponendo altresì la fondazione di una NorthernIrelandAssembly, proporzionale, dove tutte le diatribe avrebbero dovuto essere risolte esclusivamente attraverso “strumenti” democratici. Non tutto però sembrò girare nel verso giusto, diversi quesiti sono ancora aperti nel nord d’Irlanda ed unpasso avanti spesso, è seguito da due passi indietro.., la strada verso la pace è ancora dissestata e per certi versi poco praticabile nonostante la buona volontà dialcuni.. Il nord d’Irlanda ha degli scorci incredibili, delle colline meravigliose e un panorama mozzafiato. Abbiamo vissuto da vicino l’esperienza del tour sulla Mourne coast in co. Down, dove la cittadina di Newcastle è un gioiellino tra le montagne, dalla quale partono diversi percorsi da trekking per gli amatori delle passeggiate nella natura più sconfinata. Il tempo è sempre stato incerto ma questo non ci ha privato del panorama su tutta la valle che rimanda a un tempo passato, priva di caos e di costruzioni moderne, dei sali e scenditra i monti e il mare d’Irlanda, dove la gente è sempre allegra e ben disposta con i villeggianti. In giornate particolarmente soleggiate è possibile ammirare le tonalità grigio-rosate delle vette delle Mourne Mountains. All’interno della valle, particolari laghi e attrazioni naturalistiche. Immaginiamo l’Irlanda molto, molto tempo fa, immense foreste profumate di muschio, nessuna strada, solo dei piccolissimi sentieri, semplici case di legno, piccoli clan di persone che si raggruppavano in modeste dimore, animali domestici che riscaldavano il cuore. Siamo nella contea di Down, sosta doverosa e peculiare nella regione dedicata San Patrizio, nota come St. Patrick’s country. A Downpatrick, si affaccia la Cattedrale protestante di Down, risalente al XIX secolo, maestosa e imponente. Si narra che, San Patrizio, patrono d’Irlanda fu uno dei primi missionari nel paese, figlio probabilmente di un centurione romano,rapito da predoni irlandesi in età giovanile e portato sul Monte Slemish come guardiano di pecore, ma ben presto riuscì a fuggire in Francia, precisamente a Gaul per dedicarsi allo studio del Cristianesimo. In seguito, dopo un pellegrinaggio importante rientrò in Irlanda nei pressi di Saul, ottenendo la carica vescovile nel 432; la sua missione era convertire i celti alla nuova religione cristiana, viaggiò molto attraverso l’isola, temerario, determinato, intraprendente. Nel 461 egli fece ritorno al monastero, da lui fondato, per ivimorirvi in senza rimpianto alcuno. Nelle vicinanzeun singolare vecchio cimitero dove troviamo il presunto sepolcro di San Patrizio, segnato con una lapide in granito del XX secolo. Dei narcisi freschi vengono posti ogni primavera sulla lapide per ricordare IL grande Uomo che fu, un precursore dei tempi e che fece del ”trifoglio”, simbolo d’Irlanda, il suo principale strumento per spiegare e introdurre la Santissima Trinità.Un’imponente lastra di Pietra che effige la scritta “Patrick” è stata postasulla tomba nel 1901 per evitare la continua esportazione di terra consacrata da parte dei viandanti.Come riuscì quest’uomo in questa grande impresa di conversione è ancora un particolare e intrigante mistero, certo è che la sua fede lo portò ad essere un umile uomo, si servitore di Dio ma allo stesso tempo un uomo colto, di polso, eclettico e attento verso un paese che necessitava di una svolta e punti di riferimento importanti. La nostra avventura prosegue sulle orme del mistero, una mattina uggiosa e fredda più del solito, decidiamo di addentrarci nell’imponente brughiera ai piedi delle Sperrin Mountains nella contea di Londonderry. Non è stata un’impresa semplice, prendiamo un bus di linea a Belfast e dopo un paio di ore arriviamo ad Omagh, una piccola cittadina dell’entroterra, capoluogo della contea di Tyrone, famosa esclusivamente per un tragico evento del 1998, dove una fazione repubblicana denominata “Real IRA”, che contestava il Good Friday Agreement, fece esplodere un’auto colma di dinamite in una strada trafficata in pieno centro dove persero la vita 29 persone innocenti.. Tornando alla nostra meta, da Omagh prendiamo un taxi per un percorso di una mezzora per arrivare al centro naturalistico di An Creagan dove riscontriamo che per raggiungere i famosi “BEAGHMORE Stone Circles”, l’unico mezzo a nostra disposizione è noleggiare delle mountain bikes ed arrivarci per nostro conto.. Quindi armati di gran volontà, nonostante l’abbigliamento poco consono ad un ciclista visto il tempo ed il paese in cui ci trovavamo, decidiamo di metterci in pedalata per affrontare nove miglia in andata e nove miglia back pur di visitare questo singolare ed importante sito storico. Ci arriviamo attraverso l’aperta campagna, estasiati dal profumo intenso delle torbiere della contea, dove il sole ha deciso improvvisamente di riaffacciarsi per qualche istante; ci troviamo davanti ad uno spettacolo senza pari; alcuni monumenti in pietra che hanno dell’incredibile, di epoca variabile tra il 2000 e il 1200 a.C. Questo sito fino al 1945, una delle più importanti scoperte archeologiche dell’Ulster, era sommerso sotto un importante strato di torba. Sette cerchi e diversi allineamenti di pietre di dimensioni differenti, sembrerebbe che il loro allineamento si colleghi con i movimenti del sole, della luna e delle stelle. Tre delle file sono in linea con il punto in cui sorge il sole nel solstizio d’estate. Qui ritroviamo anche una dozzina di Cairn (o tumuli sepolcrali). Tutto questo immerso in un recente e vasto paesaggio neolitico e dell’Età del Bronzo che, con giusta causa incomincia a riaffiorare e a essere apprezzato nuovamente. Non ci si può allontanare da BELFAST senza avere affrontato “The TITANIC Experience”, cento anni dopo. Questo, in effetti, era uno dei nostri principali obiettivi in Belfast city. Sono le 23.40 del 14 aprile 1912, il transatlantico TITANIC,ilpiù grande mai costruito fino ad allora, si scontrò contro un iceberg interrompendo la transoceanica più importante dei tempi. Una tragedia che segnò, un’epoca, una nazione intera. A marzo 2012 per commemorare questa sciagura, è stato inaugurato un museo interattivo senza pari al mondo. Il progetto è iniziato nel 2008; precisiamo che durante unaltro nostro soggiorno in questa città, nell’agosto 2008, avevamo, in effetti, potuto costatare che il cantiere era in opera, gli obiettivi e le promesse del paese di portare a termine questo progettohanno superato le aspettative e il lavoro finito oggi nel 2012, è particolarmente accattivante ed esaustivo. Questo cantiere navale, dopo soltanto pochi mesi di vita ha già al suo attivo visite da tutto il mondo ed è meta di turisti, curiosi, appassionati, studiosi edappassionati. Sulla guida consigliano la visita del museo in almeno tre ore, per capire ed esplorarlo bene in tutti i suoi step ma noi ce ne abbiamo messe cinque di ore e secondo la mia modesta opinione, ce ne sarebbero volute almeno ancora due. Magnifico, qui tutto ebbe inizio. La storia della fiorente Belfast, i famosi cancelli del cantiere navale Harland & Wolff. Tutte le fasi accurate della progettazione e della costruzione del Titanic. Si percepiscono umori e pensieri dei “vecchi” lavoratori dipendenti, della gente dell’epoca, il loro entusiasmo, la loro euforia ed anche l’adrenalina che li attraversava, consapevoli che avrebbero costruito la “nave più grande del mondo”.. Alcune vetrate innovative, futuristiche, ci permettono di riassaporare l’eccitante atmosfera del giorno dell’inaugurazione del vascello, una riproduzione realistica dell’epoca.Lo abbiamo “di nuovo” rivisto fermo sugli scogli di alaggio in attesa di entrare per la prima volta in acqua. Ed ancora, l’equipaggiamento, le cabine di lusso, le fini porcellane ed i decori per i quali all’epoca, furono impiegate le migliori stoffe, i migliori affini e chiamati i migliori fornitori disponibili. Un’atmosfera incredibile, dal calore della sala macchine all’osservazione dell’autentica ingegneria e maestria impiegate per rendere possibile la realizzazione di questo potente transatlantico alla volta delle Americhe. Un viaggio interattivo attraverso i suoi personaggi, l’equipaggio, i superstiti, gli eroi, il valoroso Capitano….. che come ogni buon capitano, lasciò per ultimo la nave facendo l’impossibile per i suoi passeggeri soffrendo e purtroppo perdendo la vita con loro e come loro, “senza farsi troppi scrupoli” ( vedi vergognose vicende attuali ndr...). Ed infine, l’indimenticabile giorno della tragedia, le ultime tragiche ore della sua sfortunata storia, gli strazianti ultimi dialoghi, le ripercussioni politiche, le reazioni del mondo esterno rispetto alla tragedia, cosa accadde a chi sopravvisse e soprattutto come spaventosamente perirono migliaia di sfortunate persone, che a bordo del Titanic, fecero la loro ultima tragica esperienza di vita.E’ stato inoltre predisposto un anfiteatro in 3D nel museo, dove si ha modo di assistere ad un viaggio virtuale nel fondo dell’oceano, alla scoperta del punto in cui, nel 1985, con nuove tecnologie, il prof. Ballard è riuscito a raggiungere il posto preciso dove affondò il Titanic, ritrovando dei reperti del transatlantico.Un’esperienza che consigliamo vivamente per capire tutto ciò che circonda questa sciagura, dove tutto è spiegato e raccontato nei minimi dettagli. Un vero e proprio “capolavoro” senza pari. Il nostro viaggio nel nord d’Irlanda è purtroppo giunto al termine. Valigie di nuovo sul letto alla volta della sognante DUBLINO. Unica nel suo genere. Uno dei miei primi grandi amori fin dalla mia prima visita in loco nel 1994. Ritmi e leggende a misura d’uomo, vivacità, ammirazione, amore, intimità, umanità e senso del dovere.., questi sono i primi sentimenti e le prime cose che mi vengono in mente pensando alla città più cosmopolita d’ Europa che si è trasformata e plasmata grazie anche al boom economico che l’haattraversata negli anni novanta. Città sognante e malinconica per eccellenza con capacità di riscatto economico e turistico pari a nessun’altra. Dublin city, attraversata dal fiume Liffey che gli fa da splendida cornice, i vecchi imbarcaderi, i ponti in stile liberty, i ristoranti lussuosi e pub storici la contraddistinguono.Ed ancora la statua memorial di Molly Malone ( soprannominata dai dublinesi “The tart with the cart”), la famosa pescivendola che morì tragicamente in giovane età alla quale è stata dedicata una delle più famose ballate nostalgiche irlandesi... ( “In Dublin fair city, where the girl are so pretty, I first set my eyes on sweet Molly Malone..”, cantavano I Dubliners..). Dublino, la città incantata, con unasufficiente autostima ed ironia degne di una grande metropoli, dove il tempo sembra si sia fermato, dove nel tradizionale pub c’è sempre tempo per una gustosa pinta di Guinness od un bicchiere di buon sidro, dove trovi ancora chi ha voglia di chiacchierare e raccontarti la sua personale storia, dove giovani musicisti cantano a squarcia gola la loro voglia di vivere attraverso le ballate più famose che hanno attraversato il paese negli anni. Ed ancora lo storico e leggendario Trinity College che vanta gli edifici più singolari e belli d’Irlanda comprese all’interno del museo le splendide decorazioni del “Book of Kells”, l’Ufficio Centrale delle Poste (simbolo dell’insurrezione di Pasqua del 1916..), il bellissimo giardino fiorito di Stephen’s Green, la Cattedrale di San Patrizio, la Temple Bar area dove risiedono i più colorati e trafficati pub di Dublino ed il Phoenix park, il maestoso parco più grande d’Europa, dove è d’obbligo stendersi e rilassarsi nel prato più verde ed immenso d’Irlanda.. Dublino è un gigante buono, sensibile ed estroverso allo stesso tempo. Qui, non ci si annoia mai e la vita sembra scorrere lentamente,tutto risuona, rimbomba e nulla è lasciato al caso. La frenesia che di solito accompagna i turisti, quando approdano a Dublino, si smaterializza lasciando spazio a consapevolezza, stupore ed incanto. Grafton Street è una delle vie più attrattive e chic di Dublino mentre O’Connel Street è in assoluto la via più trafficata e di collegamento per qualsiasi parte si voglia andare.. Dublin city è “la” città ammaliatrice per eccellenza.... In Dublino è risaputo, una pinta di Guinnessè d’obbligo ma ad onor del vero, bisogna dare spazio anche a del buon Whiskey irlandese. Quindi, una mattina poco soleggiata decidiamo di fare visita alla storica distilleria JAMESON dove, oltre al tour della distilleria, viene offerto anche un buon bicchiere di Whiskey. Il Whiskey Jameson è oggi venduto in tutto il mondo, una piccola distilleria in Bow Street venne fondata da Sir Jameson nel 1780. Un pioniere, un uomo lungimirante che attraverso un acuto e persistente percorso di ricerca portò il Whiskey irlandese ad ottenere la fama dei nostri tempi. Ottima scelta di prodotti primari, qualità e migliorie sempre al primo posto, procedure avanzate di produzione e ponderazione nelle scelte strategiche di marketing. Varie fasi della sua produzione vengono spiegate attraverso questo interessante tour. Gli ingredienti principali che sono l’acqua pura irlandese, l’orzo maltato e l’orzo non maltato. Viene illustrato il procedimento della raccolta dei cereali dai contadini che prima dell’avvento delle macchine, portavano a spalla sacchi che arrivavano a pesare anche cento kg. L’essicazione dell’orzo maltato avveniva in forni chiusi al fine di ottenere un sapore amabile non affumicato al contrario del Whiskey scozzese che viene essiccato in fumo di torba. L’orzo maltato e quello non maltato venivano trasformati in farina grezza comunemente chiamata farina di malto dove poi veniva ammostata in un recipiente detto tino di ammostatura nel quale veniva aggiunta acqua calda a 63 gradi. I cereali convertiti in zuccheri fermentabili ed il mosto di malto era pronto per passare al processo di produzione dove veniva aggiunto del lievito liquido per poi far fermentare il tutto. Dopo 80 ore tutto lo zucchero si trasformava in alcol per poi passare alla fase di distillazione (l’arte del saper separare l’alcol dall’acqua..)nella Still House. Rispetto al Bourbon americano che è distillato una volta sola e dal whiskey scozzese, che è distillato due volte, il Jameson Irish Whiskey è distillato per ben tre volte, questa è la chiave del buon Jameson e di conseguenza,una qualità maggiore, senza dubbio. Invecchiato in botti di rovere in cantine aromatiche; botti che venivano importate dalla Spagna, dal Portogallo e dall’America le quali, precedentemente, venivano utilizzate per l’invecchiamento dello sherry, del porto e del bourbon; il tannino presente nel legno delle botti aggiungeva altresì un colore più intenso e dorato. Prima dell’imbottigliamento, il Whiskey maturo veniva travasato in un grande tino e veniva lasciato miscelare per alcuni giorni per ridurre il tenore alcolico, pronto per essere gustato. Questo è stato per noi decisamente un “buon” tour storico del Whiskey irlandese per eccellenza. Giusto per non farci mancare niente abbiamo deciso di farci un giro a DUBLINIA. Dublinia è una particolare area di Dublino in medioeval style; qui si trova un museo interattivo che ci porta alla scoperta di usi e costumi del popolo vichingo. Un’esperienza indimenticabile in un’importante storica area medioevale nel cuore della città, un punto d’incontro dove moderno ed antico si intersecano.Il termine “Vikingr” è un sostantivo che veniva usato per indicare il pirata proveniente dalla regione che oggi, è la Scandinavia. Un’altra corrente di pensiero indica “Vikingr” un nomignolo per descrivere i commercianti della zona di Viken, oggi Oslofjord, nell’area meridionale della Norvegia. Oggi è viene usato comunemente per descrivere tutte le popolazioni scandinave dell’era vichinga e la loro cultura. Parte di questa popolazione, verso la fine dell’ottavo secolo migrò verso l’Europa nordoccidentale alla ricerca di nuove opportunità commerciali in quanto le materie prime provenienti dalla Scandinavia come il ferro e la steatite erano molto richieste oltre la loro terra di appartenenza. Il popolo vichingo era un popolo fiero, prode, orgoglioso e tutto d’un pezzo, sacrificavano spesso animali agli Dei per dimostrare la loro gratitudine. Essi credevano nella vita oltre la morte; era un popolo estremamente pratico che non si privava degli oggetti materiali neanche dopo la dipartita ed insieme alla salma venivano seppelliteanche cose che avrebbero potuto servire nell’aldilà come ad esempio attrezzature per la pesca e per l’agricoltura, per la caccia e per la guerra. Di conseguenza abbiamo molte informazioni sulle armi vichinghe in quanto ritrovate sepolte accanto ai corpi dei defunti come ad esempio spade ad impugnatura singola ed a doppio taglio, in ferro bordato con acciaio. Si riteneva che queste armi avessero poteri magici, ritenute superiori perché presumibilmente temprate con il sangue. I vichinghi probabilmente erano bravi arcieri, anche se l’arco non era lo strumento comunemente usato dal guerriero medio. Non avevano una divisa vera e propria, indossavano perlopiù una cotta di maglia oppure una tunica imbottita ed un elmo di cuoio. Valorosi guerrieri che credevano che la morte in battaglia fosse una morte d’onore e gli avrebbe garantito un posto accanto agliDei nel Valhalla. I tre principali Dei vichinghi erano Odino il Dio della saggezza, Thor(Tuono) figlio di Odino che era il Dio più venerato, si narra che i fulmini erano le scintille scagliate dal suo martello, il Mjollnir; egli proteggeva gli umani da ogni male. Infine Freyr, il Dio della fertilità;si racconta che avessero sembianze umane. Le navi vichinghe venivano costruite seguendo una tecnologia molto avanzata per l’epoca, questo determinava maggiori vantaggi sui rivali. Eranoa conoscenza di tecniche di progettazione importanti e di conseguenza, potevano costruire navi molto veloci, riuscivano altresì a navigare in acque basse ed attraccare praticamente ovunque. Più avvantaggiati quindi alla conquista di nuovi porti e nuovi territori ed il saccheggio crebbe esponenzialmente a loro vantaggio con navi veloci, leggere da trasportare. Nel 841 i vichinghi stabilirono un primo accampamento nell’area di Dublino, in questo modo potevano restare nell’isola d’Irlanda anche d’inverno e non attraversare di nuovo il mare per tornare in Scandinavia.Essipredavano di sovente vecchi Monasteri che custodivano gli ori ed i tesori del popolo; una certezza di ricchezza quasi come oggi, rapinare una banca ma con meno rischi e vigilanza intorno.., spesso per migliorare la loro condizione economica. Nonostante la loro reputazione di guerrieri feroci, la maggior parte dei vichinghi erano perlopiù contadini e guerrieri solo part-time; non esistevano affatto eserciti di vichinghi permanenti. D’altro canto, ognuno di loro veniva istruito all’uso delle armi dalla giovane età ed alcuni avvalendosi di queste doti guerriere cercarono di trovare impiego come mercenari.., nota è l’unità professionistica vichinga ben addestrata che proteggeva gli imperatori di Costantinopoli, la famosa Guardia Varangiana. Popolo autosufficiente con capacità artigiane fondamentali, orafi, fabbri, saldatori professionisti, alcuni svilupparono la fusione dei metalli, altri si specializzarono in lavorazione di ossa e corna. Il commercio appartiene alla prima era vichinga, spesso conseguenza di saccheggi e predazioni; i tesori rubati venivano smistati e scambiati con altri beni e materie prime che necessitavano al clan. Le loro razzie spesso erano costituite oltre che da beni interscambiabili, anche da rapimenti di persone che venivano poi utilizzate nelle loro fattorie come forza lavoro o vendute come merce di scambio in cambio spesso di artefatti in argento. La tratta degli schiavi non era monopolio dei vichinghi, spesso anche persone di questo clan venivano rapite e vendute a loro volta da altri predatori. Preziose informazioni su questa popolazione affascinante le ritroviamo in alcuni poemi e nelle loro saghe oltre che in diversi importanti scavi archeologici. Acuti incisori, usavano siglare e scrivere direttamente su legno, pietra, osso e metallo. Le pietre runiche erano una caratteristica comune in diverse parti nel mondo vichingo. I messaggi ivi incisi erano rafforzati da colori differenti, prediligevano l’impiego del rosso, del marrone, del blu e del nero.... A molte pietre scolpite si possono attribuire significati religiosi, cristiani in primis. I vichinghi erano un popolo eclettico, svilupparono molti dei concetti legali che noi oggi diamo per scontato, le versione vichinghe delle nostre corti di giustizia erano denominate “Thing”. Avevano luogo solitamente su cumuli di terra costruiti appositamente con lati a gradini ed una superficie superiore piana. Oggi, nonostante siano passati mille anni, troviamo riferimenti del passaggio di questa civiltà nel nostro quotidiano. Ad esempio in parole nel nostro uso comune, specialmente nella lingua inglese.Nomi di luoghi ed alcuni cognomi consentono ancora di delineare le aree dove essi si insediarono, inoltre sono stati fonte di ispirazione per romanzi, film e fumetti senza dimenticare letteratura e cinema. Anche nella politica hanno segnato un passaggio importante, ad esempio l’interesse nei confronti dei vichinghi da parte degli estremisti politici è nato probabilmente all’inizio del ventesimo secolo in Germania con la società di Thule. Movimentoparticolarmente attento al mondo vichingo fermamente convinto che le popolazioni norrene discendessero dalla razza ariana di esseri superiori. Una curiosità è che la svastica oggi, è riconosciuta universalmente come un emblema dei nazisti e dell’estremismo di destra, molto meno note sono invece le sue ”vere” origini come antico simbolodi buona fortuna in molte culture, in primis quella vichinga. Altra curiosità è che questo popolo credeva che il mondo sarebbe finito con un evento denominato “Ragnarok”; una battaglia finale tra gli Dei ed i loro antagonisti. In realtà l’epoca vichinga sparì gradualmente, le popolazioni locali assorbirono questo popolo attraverso i noti matrimoni misti, la cristianità sostituì poco alla volta, la religione di questo clan e le carte si rimescolarono. Un viaggio meraviglioso attraverso l’area più vecchia e storica di Dublino che ci ha fatto riassaporare un’era che nel sito di “Dublinia” resterà scolpita e preservata per sempre. Ormai ci siamo, è ora. Passeggiamo un po’ ma non possiamo aspettare. Siamo in un’area particolare di Dublino dove troviamo una delle prigioni più famose d’Irlanda, KILMAINHAM GAOL. La costruzione del carcere ebbe inizio nel 1786, progettato con l’intento di farlo divenire il più oscuro e temibile dei carceri, venne utilizzata della pietra grigia, cinque sono i diavoli di Kilmainham scolpiti sulla tetra porta d’ingresso; cinque serpenti incatenati al collo, a simboleggiare il dominio sul male. Diverse figure determinanti del nazionalismo irlandese furono imprigionate e giustiziate in questo carcere. Ma tale gattabuia è stata anche destino di persone comuni, donne e perfino bambini. Quando entrò regolarmente in funzione tale edificio era, nel suo genere, uno dei più efficienti ed oscuri d’Irlanda. Le condizioni di vita all’interno erano durissime, nessuna finestra, nessun vetro, nessuna illuminazione; i prigionieri avevano diritto solo ad una candela, latte, miele, farina d’avena, zuppa e nient’altro. Nel 1798 un noto fondatore del United Irishment, Henry Joy McCraken vi fu imprigionato, nel 1803 fu la volta di un altro noto personaggio dello stesso movimento politico, Robert Emmet; colpevole di alto tradimento, Emmet fu giustiziato pubblicamente in Thomas Street nel settembre dello stesso anno. I detenuti colpevoli di omicidio e furto violento erano impiccati pubblicamente sulla forca eretta davanti a Kilmainham Gaol. Fino al 1881 il carcere era misto, le donne rappresentavano una porzione significativa all’interno dello stabile, successivamente Kilmainham diventò un carcere con popolazione esclusivamente maschile. Durante il XIX secolo nel penitenziario risiedevano i prigionieri in attesa di essere deportati nelle colonie penali in Australia. Dublino e gran parte del paese attraversarono una Grande Carestia tra il 1845 ed il 1850, in quell’epoca, i detenuti aumentarono in modo esponenziale, un pericoloso sovraffollamento; celle con capienza di una sola persona arrivarono ad ospitarne fino a cinque; la maggior parte dei detenuti era accusata di furto ed accattonaggio; la vita al di fuori del carcere era insostenibile per loro, se non altro nel penitenziario avevano diritto ad un pasto “freddo” ed un tetto “sporco” sopra la testa che al di la di quelle mura, in ogni caso, avevano perso.Le carceri erano sovraffollate, alla mancanza di igiene non c’era rimedio, le malattie infettive dilagavano,l’analfabestismo era un luogo comune, la mortalità infantile era all’ordine del giorno. Tutto questo in ogni caso, era meglio che stare per le strade al freddo ed al gelo durante la Grande Carestia, senza un misero pasto, un vestito ed una coperta, anche malandata. Nel 1848 Kilmainham ospitò anche alcuni noti membri della “Giovane Irlanda”, William Smith o’Brien e Thomas Francis Meagher, entrambi deportati in Australia ma Meagher riuscì ad evadere e lo ritroveremo in seguito a condurre la“Brigata Irlandese” durante la Guerra Civile Americana. Nel 1862 fu inaugurata una nuova area del maestoso carcere; durante tale periodo, la gestione del penitenziario si basava su principi del silenzio e della non-comunicazione; i detenuti non potevano affatto ed in nessun modo interagire tra di loro. In seguito all’aperto rifiuto al “Land Act” introdotto dal governo britannico nel 1881, Charles Steward Parnell, leader del Partito Parlamentare irlandese a Westminster ed altri suoi membri furono anch’essi imprigionati a Kilmainham. Il 28 febbraio del 1910 le prigioni furono ufficialmente chiuse, ma vennero impiegate ugualmente per la detenzione di prigionieri politici dal 1916 al 1924. Dublino 1916, mattina di Pasqua. L’Ufficio Postale Centrale di Dublino in O’Connel Street venne occupato da un gruppo di persone militanti nel “Irish Volunteers” e nel “Irish Citizen Army” proclamando la nascita della Repubblica irlandese. Resistettero quasi una settimana prima di arrendersi, quindi Kilmainham fu usato perdetenere i rivoltosi di quella sommossa. Quattordici uomini tra il 3 ed il 12 maggio 1916 furono giustiziati dal plotone di esecuzione, primo fra tutti il comandante del movimento “Irish Volunteers”, Patrick Pearse. Fu poi la volta dell’esecuzione di Joseph Plunkett al quale fu concesso di sposare la sua amata, Grace Gifford, nella cappella delle prigioni poche ore prima della sua fucilazione. L’ultima esecuzione fu quella di James Connoly. Grazie ad una amnistia generale del 1917, gli ultimi militanti prigionieri furono rilasciati e lasciati al loro destino che, al di fuori delle carceri, furono accolti come eroi dalla popolazione, fu un riscatto per il Sinn Fein, il partito radicale che in seguito vinse le elezioni del 1918 con un’enorme quantità di voti, dando così vita ad un parlamento autonomo, il Dàil. In seguito alla Guerra di Indipendenza, Kilmainham Goal venne ancora impiegato per la detenzione di guerriglieri dell’Irish Republican Army.Ed ancora, nel 1922 diverse tensioni sfociarono in una Guerra Civile, la Free State Army prese possesso del penitenziariodove vi sentenziarono settantasette repubblicani. Quando la Guerra Civile ebbe termine anche l’ultimo prigioniero di Kilmainham, Eamon De Valera, venne rilasciato nel 1924; divenne in seguito il primo ministro dell’orgogliosa nuova ed indipendente Eire. Terminiamo la nostra visita al suggestivo penitenziario di Kilmainham distrutti ma consapevoli che la storia irlandese, le varie lotte, le sommosse e le rivoluzioni illustrateci non fanno altro che sottolineare la forza volontà di un paese che non è mai sceso a compromessi e mezze misure per riconquistare tutto ciò che gli è sempre spettato di diritto.  Domani è un nuovo giorno ed abbiamo deciso di riscaldarci il cuore visitando il sito archeologico più spettacolare nei dintorni di Dublino, GLENDALOUGH.Uno dei più suggestivi monasteri irlandesi nella contea di Wicklow, fondato da St. Kevin nel VI secolo. St.Kevin nacque nel 498, discendente da una delle famiglie più potenti del Leinster, ben presto realizzò che le sue ricchezze e la sua vita agiata non gli appartenevano, la leggenda narra che decise di lasciarsi tutto alle spalle per ritirarsi a vita isolata in una sorta di cavernicolo a Glendalough o meglio “nel tronco cavo di un albero”.., qui, dopo aver lasciato Glendalough per un parziale periodo vi fece ritornoper finire i suoi giorni da eremita; la sua fama di “Santo” si diffuse rapidamente tanto da attrarne numerosi seguaci, di conseguenza, ci fu la fondazione di un centro monastico dove i seguaci, per la maggior parte del tempo si dedicarono alle persone bisognose, agli ammalati ed allo studio di testi sacri. St. Kevin morì nel 618. Successivamente,nonostante la soppressione dei monasteri nel 1539, Glendalough continuò ad essere meta di pellegrinaggio diventando un luogo di culto determinante e fideistico;ancora oggi molti viandanti vengono a visitare quel che resta del Monastero alla ricerca diun po’ di pace interiore ed un po’ di riflessione. Le attuali rovine ad oggi visibili, sono tutto ciò che resta dopo la distruzione del Monastero degli inglesi nel 1398. Il Monastero nel corso della sua storia, subì ripetuti saccheggi, nonostante questo prosperò per oltre seicento anni. La maggior parte del sito fu eretto tra l’VIII secolo ed il XII secolo e successivamente ne venne restaurata una parte nel 1870. La visita all’eremo nelle prime ore del mattino consente di assaporare un’atmosfera magica ed incantata nel silenzio più assordante. Degno di nota è il portale d’accesso al Monastero in pietra; l’unicoe solo esempio di portale integro esistente nel regno d’Irlanda. In un angolo del vecchio camposanto c’è la spettacolare Round Tower, alta 30 metri che domina tutta la contea. Una piccola e singolare cappella mortuaria, la Priest’s House coglie la nostra attenzione per la sua singolarità, inoltre ritroviamo resti di una Cattedrale risalente al XII secolo. Una peculiare croce celtica, St.Kevin’s Cross, risalente all’VIII secolo è scolpita in un particolare blocco di granito che segnava il confine del cimitero monastico. Inoltre, un piccolo oratorio noto con il nome di St.Kevin’s Kitchen appartenente al IX secolo ed una chiesa minore sul lato occidentaledel sito, St. Mary’s. Proseguendo per il sentiero si possono visitare le diverse miniere abbandonate di zinco e piombo. Continuando su un piccolo promontorio roccioso, si possono incontrare le rovine della St. Kevin’s Cell, la cella del Santo inserita in una struttura ad alveare. Altro reperto interessante del sito è il St.Kevin’s Bed, si presume sia stata una sorta di grotta, usata per particolari meditazioni e non è escluso che sia stata utilizzata come tomba nell’età del bronzo.Da est del Lower Lake fino alle foci dell’Upper Lake restiamo ad ammirare ciò che la natura in questo sito ha preservato, l’ombroso fiume che ti accompagna lungo il tragitto accoglie sempre benevolmente chi in questo luogo, lascia un pezzetto del suo cuore per magari un giorno, farvi ritorno. Ogni 3 giugno, giorno dell’onomastico di St.Kevin, questo sito affronta un’ondata di visitatori che si avvicinano a questo Monastero per rendere omaggio ad un coraggioso eGrande Uomo che riuscì in un’impresa senza precedenti.. La nostra permanenza in terra irlandese è quasi giunta al termine ma noi decidiamo di fare un altro particolare tour alla scoperta di un altro importante monumento antico d’Irlanda, il sito di NEW GRANGE e HILL of TARA. “...If you are not interested in old irish history, you are on the wrong bus...” apostrofò Mrs. Mary Gibbons all’inizio della nostra giornata, con un enorme sorriso malizioso scolpito nel suo viso! In effetti, la storia antica di questo paese è veramente incredibile e ricca di importanti scoperte archeologiche. In tutta Europa, tra il 4000 ed il 3000 a.C. si assistette alla costruzione di diverse tombe con camere sepolcrali e/o altre camere all’interno di tali strutture di dimensioni differenti, spesso per concludere le opere, necessitavano anche decenni. New Grange è una delle più grandi, si “presume” sia stata costruita dall’uomo con pietre di un peso stimato intorno alle 200.000 tonnellate. Il muro esterno che circonda la tomba è quarzite proveniente da Wicklow, ha una fila di 97 enormi blocchi di pietra non disposti tra l’altro casualmente.., ed ora ci domandiamo “come poteva la popolazione di allora, una comunità composta principalmente da agricoltori dell’Età della Pietra, con un’aspettativa di vita di circa trent’anni, fare un lavoro simile.., trasportare questi imponenti massi via fiume, si presume.., attraverso imbarcazioni di vimini…”, inoltre in un lasso di tempo impiegato che va dai 40 agli 80 anni!.. Assolutamente un mistero. Ci soffermiamo sulla grande pietra posta all’ingresso del sito, decorata con spirali davvero molto interessanti e degne di studio, da qui si inizia il percorso che ci porta all’interno della camera sepolcrale direttamente al centro del tumulo, si notano inoltre all’interno disegni concentrici e linee ondulate. La guida ci fa notare la particolarità della sottile fessura antistante la porta d’entrata, denominata Roof-box. Quando gli archeologi cominciarono gli scavi negli anni settanta, si resero conto che la porta d’accesso al tumulo è allineata con una impressionante precisione alla posizione assunta dal sole all’alba di ogni 21 dicembre nel giorno del solstizio d’inverno. In quel particolare giorno, un raggio si sole penetra attraverso la fessura e va a colpire direttamente il cuore della tomba. L’interno rimane illuminato per circa quindici minuti di una luce che di oro risplende, un’esperienza che in molti, tutt’oggi prenotano ogni anno al fine di assistere, in quel determinato giorno, ad uno degli eventi naturali più spettacolari dall’osservatorio solare più antico del mondo.A guardia della tomba sepolcrale affiorano alcuni particolari Dolmen disposti a cerchio. Ci sono diverse teorie aperte rispetto alla costruzione del sito, soprattutto su quale fosse realmente il suo utilizzo, alcune manciate di ceneri sono state trovate in alcuni piatti nelle nicchie centrali, probabilmente veniva usata periodicamente per cremare i defunti liberandoli dagli spiriti del male in modo che, attraverso la reincarnazione potessero aiutare a garantire pace e serenità alla popolazione. Secondo alcune leggende in questo sito vi furono sepolti i leggendari Re di Tara anche se il sito risulta antecedente. Il nostro viaggio continua alla scoperta della collina di Tara, delle verdi brughiere che odorano di muschio selvatico, luogo particolarmente spirituale dell’Irlanda celtica, ricco di ispirazione e potere dal quale, per migliaia di anni, regnavano i Grandi Sovrani d’Irlanda. Tara fu sede del grande consiglio di guerra di Nuada “dalla mano d’argento”. Diverse leggende mettono Tara al centro di grandi dispute..., nella vicina collina di Slane, San Patrizio nel 435 accese un falò pasquale per sfidare i falò pagani di Tara negoziando con il Grande Sovrano Laoghaire per ottenere il diritto a predicare il messaggio cristiano, mettendo al primo posto la collaborazione tra la “sua” fede e la religione professata dai sovrani. Qui la diffusione della dottrina cristiana è indicata attraverso una particolare statua eretta a San Patrizio. La collina di Tara fu abitata per circa tremila anni prima che venisse completamente abbandonata nel 1022. Nella parte settentrionale della collina vi è un lunghissimo percorso sotterraneo stimato in almeno 230 metri di lunghezza, noto come Blanquet Hall, la leggenda narra che vi potevano banchettare almeno un migliaio di uomini, poco più in la, una motta con fossato, Gràinne’s Fort. Sloping Trenches è famoso per il genocidio del Sovrano Dùnlaing che nel 222 massacrò trenta principesse di Tara. La più grande zona arginata è nota con il nome di Royal Enclosure che circonda tre siti. In quest’area sono inoltre visibili alcuni fortini dell’età del ferro. Una particolare pietra si affaccia sulla collina, è la pietra del destino, nota come Lialh Fàil, si narra che fosse il cuscino di Giacobbe nel suo particolare sogno “di alcuni Angeli su di una scala...”  Altri credono sia una pietra magica e predisponga chi la tocca a particolari doti, simbolo della fertilità epietra d’insediamento dei Re supremi, tutt’oggi avvolta nel mistero. La nostra avventura finisce qui, un viaggio intenso attraverso cultura, usi, costumi e leggende che hanno rafforzato ancor di più ciò che già avevamo nel cuore. Un contadino nell’entroterra che ci saluta con il mitico basco irlandese con il naso arrossato, l’ospitalità dei B&B ancora poco conosciuti,le voci stridenti delle signore allegrotte dei mercati di strada, la buona birra scura bevuta lentamente nel pub più vecchio di Dublino, le brave ragazze dai capelli rossi che tirano dritte senza perdersi in chiacchere, il fiume Liffey che scorre silenzioso senza perdersi mai d’animo, il mitico spettacolo di balli irlandesi Riverdance unico al mondo nel suo genere, la pioggia a catinelle che ci ha accompagnato instancabile ovunque, non importa sea Belfast, a Kilkenny o a Dublino..; questo e altro è ciò che porteremo a casa e rimarrà scolpito nei nostri ricordi. Una nazione seducente, ricca di opportunità, di umiltà e di fierezza conquistata attraverso un percorso storico difficile e tumultuoso, passando attraverso una trasformazione socio-economica non indifferente.We’ll love for ever.

“ la miglior cosa da mostrare è l’umiltà, rimarrà sempre impressa nella nostra mente..”

Commenti

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La soddisfazione piu grande è condividere un lavoro importante con tutte le persone che vogliono aggiornarsi e rimanere sempre attente rispetto all'ambiente che ci circonda; la costanza che mi ha portato a scrivere questo report ed altri che seguiranno i miei viaggi, le mie esperienze mi danno motivo di crescere e tenere viva una delle mie passioni, il raccontare "scrivendo". Grazie a Sentinel Italia che mi offre la possibilità di mettere a disposizione su questo sito il materiale che raccolgo e trasformo in narrazioni. "..Non si è mai finito di imparare.."
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Ultimo aggiornamento (Sabato 29 Settembre 2012 10:21)

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