Post abduction
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Post abduction
A cura di Luigi Della Chiesa (scritto per Sentinel Italia il 01/2004)
Il comportamento di una persona, ha diverse caratteristiche,dovute principalmente a:
* carattere personale (dalla nascita)
* come ha vissuto la sua infanzia e adolescenza
* l'ambiente familiare - educazione ricevuta
* rapporti sociali e affettivi
Nel divenire adulto la persona acquisisce tutta una serie di nozioni dovute alle sue esperienze,esprimendo così la sua individualità ed identità nei confronti della vita sociale,potendo compiere ragionamenti secondo i canoni dettati dalla sua personalità (anche se nella società attuale il ragionamento asettico è sempre più difficile metterlo in atto).
Esiste però una situazione in cui l'individuo subisce un cambiamento in maniera inconsapevole, ma che può rientrare negli eventi naturali di una persona durante le sue esperienze di vita,e cioè trovandosi all'interno di una massa di persone la sua personalità subisce un cambiamento.
[1*] Cambierà in quanto la massa è straordinariamente influenzabile e credula,manca di senso critico,niente per essa è inverosimile.pensa per immagini che si richiamano le une alle altre per associazione,come negli stati in cui l'individuo da libero corso alla propria immaginazione,senza che un istanza razionale intervenga sul grado della loro conformità alla realtà,per l'individuo che fa parte della massa non esiste la nozione dell'impossibile.*Ecco che la persona uscendo dal contesto di folla torna ad essere ciò che è sempre stato,con il suo spirito critico agendo in base ai ragionamenti individuali,percorrendo la sua vita in tutta normalità.
Eppure persone normali le quali conducono la loro vita serenamente scoprono ad un tratto che qualcosa non va, una sensazione che nasce spontaneamente nella routine quotidiana, oppure scaturisce da un significativo evento per l’inconscio delle persone,come aver visto per esempio un cane che abbaia ad un gatto salito su un albero,questa immagine tipo sarà come un codice che attiva uno stato fino a quel momento assopito dentro le persone ,avendo l’impressione di vivere all'interno di un altro contesto con una sensibilità differente.
Caratteristiche simili di ciò che avviene all'interno di una massa di persone e comportarsi secondo i canoni della folla in base agli studi fatti da luminari della psiche, quali Freud e LeBon.
Durante questa percezione nella loro mente iniziano ad affiorare sporadici ricordi…………
[2*] le conseguenze dell'esperienza post abduction sono molto poco documentate,una psicologa brasiliana Gilda Moura in riferimento al suo lavoro con i “rapiti”, racconta delle abilità paranormali che molti rapiti brasiliani hanno dimostrato dopo l'esperienza.Queste comprendono un aumento della capacità telepatica,chiaroveggenza,visioni che spesso hanno a che vedere con l'ecologia del mondo,il futuro dell'umanità e la giustizia sociale. La minoranza di queste persone tenta di darsi delle spiegazioni ed in alcuni casi sottoponendosi anche ad ipnosi,altre persone invece tentano una sorta di rigetto e rifiutano l’accaduto seppellendolo nelle parti più nascoste del cervello,altri ancora
cercano di dargli una spiegazione razionale.
Non sappiamo quante persone abbiano avuto esperienze simili,ma ritengo che tali persone siano più di quante ne possiamo immaginare,credo anche che solo le persone con più forza interiore cercano delle risposte, e queste invece sono una minoranza.
Non condivido molto il pensiero di Freud,devo dire però che sono d’accordo sulla sua analisi della psicologia delle masse insieme a quella di Le Bon , e sono convinto che bisognerebbe cercare di trovare una relazione tra il comportamento che un soggetto ha nel post abduction, e il comportamento assunto stando all’interno di una folla, possono sembrare 2 aspetti che non hanno nulla di attinente,penso però che sarebbe interessante approfondire una ricerca indirizzata su questa linea,in quanto potrebbe dar vita a nuove riflessioni sul fenomeno abduction.(anzi invito qualsiasi psicologo-\ga - interessato alla partecipazione di un eventuale ricerca a contattarmi).
La persona durante l’abduction riceve un condizionamento che di riflesso si trasporta inconsciamente nel post abduction, anche una persona all’interno di una folla riceve un condizionamento “naturale” che come abbiamo visto porta ad una perdita di capacità critica,in questo caso però fino a quando rimane inserita all’interno della massa di gente, ma nella post abduction questa capacità individuale critica viene accentuata oppure possiamo avere dei casi in cui ci si comporta a livello inconscio seguendo schemi di ragionamento differenti a prima e simili ad un “anima” collettiva?
Le Bon già a suo tempo aveva espresso il concetto di anima collettiva, anche se le sue riflessioni derivano da pensieri di altri precursori, La descrizione e la valutazione dell’anima collettiva di Le Bon.
Indubbiamente,essi avevano osservato attentamente tutti i fenomeni dell’anima collettiva che hanno descritto,ma si possono opporre a loro altre manifestazioni delle formazioni collettive,da cui si può ricavare un giudizio più favorevole sull’anima della folla.
Lo stesso Le Bon conveniva che,in certe situazioni,il livello morale della folla può essere più elevato di quello dei singoli individui che la compongono,e che solo le collettività possono dar prova di un grande disinteresse e di un forte spirito di sacrificio.
L’interesse personale,che costituisce pressoché l’unico motivo d’azione per l’individuo,nelle folle non ha quasi mai una parte importante.
Alcune persone che hanno vissuto l’ abduction durante l’ipnosi ricordano visioni di eventi catastrofici,e situazioni dove la sua persona diventa un tutt’uno con gli esseri “alieni” che hanno causato la sua anomala esperienza,in quel momento esiste forse una sorta di simbiosi con quegli esseri?, altri hanno cercato di combattere ciò che gli stava succedendo in quel momento,ma per quest’ultimi l’opporsi è servito?
Teniamo presente ciò che disse McDougall il quale ipotizza che mettersi in opposizione durante un esperienza di condivisione è pericoloso.
Non bisogna assolutamente stupirsi se quell’individuo che fa parte di un contesto di folla,compiere ed approvare cose che in condizioni di vita normali disapproverebbe.
Se scoprissimo veramente il comune denominatore che lega i “rapiti” tra loro,sono convinto che troveremo la chiave per poter decifrare un fenomeno, credo che questo comune denominatore vada ricercato nella mutazione dei comportamenti caratteriali di una persona nel post abduction.
Supponiamo per un attimo che il legame che stiamo cercando sia l’espressione dell’anima collettiva che si manifesta nella persona , abbiamo potuto notare come molti adotti abbiano rinvigorito le energie per indirizzarle alle problematiche ambientali,alle questioni di giustizia sociale,ed altre cose le quali sono di riferimento per il bene comune di tutte le persone,possiamo dire allora che le conseguenze comportamentali delle persone che hanno o hanno avuto delle interferenze aliene sono tutte positive? Personalmente non credo che si possano trarre conclusioni che vadano verso il positivismo o al contrario verso il negativismo, una cosa è certa azzardando un mio pensiero di “confine” ,che alcune persone inconsapevolmente ricevono influenze indirizzando il loro comportamento, ritengo non ci sia da meravigliarsi in quanto noi stessi usiamo metodi simili per fini molto poco nobili,non abbiamo forse creato agenzie pubblicitarie che tentano di farci cambiare le nostre scelte durante le spese quotidiane?, ci riescono?,non ci riescono? chi lo può dire?!,poniamoci semplicemente una domanda, avremmo comprato lo stesso quel prodotto se non avessimo guardato quella pubblicità in tv per 4 volte al giorno?.
La cosa che sappiamo di sicuro però è l’esistenza dell’agenzia pubblicitaria che ha lo scopo d’influire le scelte,e nessuno può negare questo, ipotizziamo ora l’esistenza di una tecnologia non certo convenzionale altamente evoluta tale da poter agire sulla psiche di alcune persone, le quali i ricercatori gli hanno dato il nome di “rapiti” , sappiamo che esiste ma non capiamo ancora come questo può avvenire,esiste veramente il prelievo fisico o è solo una percezione della persona che si ripercuote a livello psicosomatico,ma la cosa che penso sia quella più importante è lo scopo,ed è lo scopo che determina l’atto e niente nasce dal caso.
Tralascio volutamente l’aspetto traumatico delle abduction,ovvero le fasi iniziali e le dinamiche dei vari test “medici” ai quali vengono sottoposti i prelevati,ma per rimanere nel contesto della postabduction mi soffermerò su tutto ciò che riguarda i momenti prima del rilascio e le ripercussioni nella vita della persona che inconsapevolmente è stata coinvolta a vivere un’esperienza anomala,per cercare di essere più chiaro possibile molto sinteticamente evidenzierò alcune testimonianze, che ritengo più significative,e le quali fanno nascere spontaneamente alcune considerazioni:
[2*]In seguito all’incontro ( alieno ), Ed scoprì di essere più intuitivo e più sensibile a tematiche sociali,politiche e scientifiche,e “che gli altri ragazzi mi guardavano come per dire, ehi ma chi è questo pazzo!”.
Dopo il nostro incontro ( John Mack ), Ed scoprì di sentirsi sempre più turbato “per il futuro della terra” riguardo “all’eco-instabilità” e alle “aggressioni alla terra”
(parla John Mack)i restanti 40 minuti della nostra seduta d’ipnosi furono occupati da ciò che Ed ricordava riguardo alle informazioni ricevute durante il rapimento.
La sequenza del nostro dialogo non può riportare accuratamente l’ordine di questi pensieri e le immagini che rivisse a quel tempo.
Il racconto era costellato di immagini apocalittiche,l’essere comunicava con Ed per via telepatica in quelli che Ed definisce “termini allegorici”,inviandogli un messaggio di “instabilità del nostro pianeta,un instabilità eco-spirituale ed emotiva …le eruzioni vulcaniche sono un simbolo ….un torreggiante pinnacolo di rabbia in eruzione.Non erano eiaculazioni di piacere ma eruzioni di angoscia.State attenti!Pulsanti onde di eruzione,che ondeggiano,travolgono e avviluppano tutto intorno a voi”.Ed protestò “perché mi parli per allegorie? Non sono un poeta”.
-------------------------------------------------
Peter disse: I nostri interessi e i loro sembrano coincidere,gli esseri hanno un legittimo interesse nei confronti del nostro pianeta,come un vecchio che vede un bambino fare delle cose che potrebbero nuocergli e non possono lasciare che il bambino si faccia male,stiamo avvicinandoci ad una sorta di cataclisma e loro vogliono aiutarci.
Sicuramente possiamo pensare la difficoltà da parte dell’esaminatore del soggetto a poter tenere un atteggiamento asettico e imperturbabile,pertanto anche l’esaminatore può subire una certa inconsapevole influenza dettata dalla sua propensione di pensiero verso il fenomeno,anche se questi si chiama Jhon Mack, nel descrivere specialmente in un libro queste esperienze,senza dubbio però le persone che si sono trovate di fronte a questa esperienza anomala esternano dopo una serie di sensazioni che li caratterizzano:
Sensibilità maggiore verso le tematiche ecologiche e sociali
*
Identificazione con l’entità aliena,senza provare nessun timore per questo
*
Pur provando timore,esiste un inspiegabile senso d’identificazione con l’entità aliena
*
Continua la paura in modo discontinuo,con a volte situazioni che rasentano il panico,ma che comunque dimostrano sempre questa rafforzata sensibilità verso il pianeta.
Molte volte suddividiamo gli alieni nelle due categorie buoni - cattivi,forse si assume questo atteggiamento per pigrizia mentale,oppure perché cerchiamo di semplificare il più possibile, ma usando questo approccio si rischia di cadere in una sorta di razzismo,ci sono gli alieni dalla razza buona e ci sono gli alieni dalla razza cattiva.
Tenendo per buono questo tipo di ragionamento dove praticamente è una questione di razza, ammesso e non concesso che tutte l’entità aliene siano biologiche,ma allora anche noi siamo una razza biologica,pertanto noi facciamo parte dei buoni o dei cattivi? Personalmente non credo che possiamo anche noi collocarci tra buoni e cattivi,ma se a tutti i costi ci si deve esprimere,io non credo che possiamo ritenerci tanto buoni visto le atrocità che siamo in grado di fare sia nei confronti della nostra stessa “razza” e sia nei confronti del pianeta che ci ospita, tanto è vero che questo comportamento continuiamo a tenerlo nel corso del tempo, dentro di noi sappiamo di commettere molti errori, ma non vogliamo ammetterli il più delle volte,e non troviamo il coraggio di correggerci.
Di grande intuito la ricerca condotta da Kenneth Ring, professore di psicologia all’Università del Connecticut,la sintesi del suo studio collegato alle abduction è stato divulgato nel libro “The Omega Project” 1992, dove mette in comparazione l’esperienze di premorte con l’esperienze d’interferenze aliene e/o abduction, trovando analogie interessanti,le quali possono dare vita a nuovi e stimolanti ragionamenti...
* carattere personale (dalla nascita)
* come ha vissuto la sua infanzia e adolescenza
* l'ambiente familiare - educazione ricevuta
* rapporti sociali e affettivi
Nel divenire adulto la persona acquisisce tutta una serie di nozioni dovute alle sue esperienze,esprimendo così la sua individualità ed identità nei confronti della vita sociale,potendo compiere ragionamenti secondo i canoni dettati dalla sua personalità (anche se nella società attuale il ragionamento asettico è sempre più difficile metterlo in atto).
Esiste però una situazione in cui l'individuo subisce un cambiamento in maniera inconsapevole, ma che può rientrare negli eventi naturali di una persona durante le sue esperienze di vita,e cioè trovandosi all'interno di una massa di persone la sua personalità subisce un cambiamento.
[1*] Cambierà in quanto la massa è straordinariamente influenzabile e credula,manca di senso critico,niente per essa è inverosimile.pensa per immagini che si richiamano le une alle altre per associazione,come negli stati in cui l'individuo da libero corso alla propria immaginazione,senza che un istanza razionale intervenga sul grado della loro conformità alla realtà,per l'individuo che fa parte della massa non esiste la nozione dell'impossibile.*Ecco che la persona uscendo dal contesto di folla torna ad essere ciò che è sempre stato,con il suo spirito critico agendo in base ai ragionamenti individuali,percorrendo la sua vita in tutta normalità.
Eppure persone normali le quali conducono la loro vita serenamente scoprono ad un tratto che qualcosa non va, una sensazione che nasce spontaneamente nella routine quotidiana, oppure scaturisce da un significativo evento per l’inconscio delle persone,come aver visto per esempio un cane che abbaia ad un gatto salito su un albero,questa immagine tipo sarà come un codice che attiva uno stato fino a quel momento assopito dentro le persone ,avendo l’impressione di vivere all'interno di un altro contesto con una sensibilità differente.

Caratteristiche simili di ciò che avviene all'interno di una massa di persone e comportarsi secondo i canoni della folla in base agli studi fatti da luminari della psiche, quali Freud e LeBon.
Durante questa percezione nella loro mente iniziano ad affiorare sporadici ricordi…………
[2*] le conseguenze dell'esperienza post abduction sono molto poco documentate,una psicologa brasiliana Gilda Moura in riferimento al suo lavoro con i “rapiti”, racconta delle abilità paranormali che molti rapiti brasiliani hanno dimostrato dopo l'esperienza.Queste comprendono un aumento della capacità telepatica,chiaroveggenza,visioni che spesso hanno a che vedere con l'ecologia del mondo,il futuro dell'umanità e la giustizia sociale. La minoranza di queste persone tenta di darsi delle spiegazioni ed in alcuni casi sottoponendosi anche ad ipnosi,altre persone invece tentano una sorta di rigetto e rifiutano l’accaduto seppellendolo nelle parti più nascoste del cervello,altri ancora
cercano di dargli una spiegazione razionale.
Non sappiamo quante persone abbiano avuto esperienze simili,ma ritengo che tali persone siano più di quante ne possiamo immaginare,credo anche che solo le persone con più forza interiore cercano delle risposte, e queste invece sono una minoranza.
Non condivido molto il pensiero di Freud,devo dire però che sono d’accordo sulla sua analisi della psicologia delle masse insieme a quella di Le Bon , e sono convinto che bisognerebbe cercare di trovare una relazione tra il comportamento che un soggetto ha nel post abduction, e il comportamento assunto stando all’interno di una folla, possono sembrare 2 aspetti che non hanno nulla di attinente,penso però che sarebbe interessante approfondire una ricerca indirizzata su questa linea,in quanto potrebbe dar vita a nuove riflessioni sul fenomeno abduction.(anzi invito qualsiasi psicologo-\ga - interessato alla partecipazione di un eventuale ricerca a contattarmi).
La persona durante l’abduction riceve un condizionamento che di riflesso si trasporta inconsciamente nel post abduction, anche una persona all’interno di una folla riceve un condizionamento “naturale” che come abbiamo visto porta ad una perdita di capacità critica,in questo caso però fino a quando rimane inserita all’interno della massa di gente, ma nella post abduction questa capacità individuale critica viene accentuata oppure possiamo avere dei casi in cui ci si comporta a livello inconscio seguendo schemi di ragionamento differenti a prima e simili ad un “anima” collettiva?
Le Bon già a suo tempo aveva espresso il concetto di anima collettiva, anche se le sue riflessioni derivano da pensieri di altri precursori, La descrizione e la valutazione dell’anima collettiva di Le Bon.
Indubbiamente,essi avevano osservato attentamente tutti i fenomeni dell’anima collettiva che hanno descritto,ma si possono opporre a loro altre manifestazioni delle formazioni collettive,da cui si può ricavare un giudizio più favorevole sull’anima della folla.
Lo stesso Le Bon conveniva che,in certe situazioni,il livello morale della folla può essere più elevato di quello dei singoli individui che la compongono,e che solo le collettività possono dar prova di un grande disinteresse e di un forte spirito di sacrificio.
L’interesse personale,che costituisce pressoché l’unico motivo d’azione per l’individuo,nelle folle non ha quasi mai una parte importante.
Alcune persone che hanno vissuto l’ abduction durante l’ipnosi ricordano visioni di eventi catastrofici,e situazioni dove la sua persona diventa un tutt’uno con gli esseri “alieni” che hanno causato la sua anomala esperienza,in quel momento esiste forse una sorta di simbiosi con quegli esseri?, altri hanno cercato di combattere ciò che gli stava succedendo in quel momento,ma per quest’ultimi l’opporsi è servito?
Teniamo presente ciò che disse McDougall il quale ipotizza che mettersi in opposizione durante un esperienza di condivisione è pericoloso.
Non bisogna assolutamente stupirsi se quell’individuo che fa parte di un contesto di folla,compiere ed approvare cose che in condizioni di vita normali disapproverebbe.
Se scoprissimo veramente il comune denominatore che lega i “rapiti” tra loro,sono convinto che troveremo la chiave per poter decifrare un fenomeno, credo che questo comune denominatore vada ricercato nella mutazione dei comportamenti caratteriali di una persona nel post abduction.
Supponiamo per un attimo che il legame che stiamo cercando sia l’espressione dell’anima collettiva che si manifesta nella persona , abbiamo potuto notare come molti adotti abbiano rinvigorito le energie per indirizzarle alle problematiche ambientali,alle questioni di giustizia sociale,ed altre cose le quali sono di riferimento per il bene comune di tutte le persone,possiamo dire allora che le conseguenze comportamentali delle persone che hanno o hanno avuto delle interferenze aliene sono tutte positive? Personalmente non credo che si possano trarre conclusioni che vadano verso il positivismo o al contrario verso il negativismo, una cosa è certa azzardando un mio pensiero di “confine” ,che alcune persone inconsapevolmente ricevono influenze indirizzando il loro comportamento, ritengo non ci sia da meravigliarsi in quanto noi stessi usiamo metodi simili per fini molto poco nobili,non abbiamo forse creato agenzie pubblicitarie che tentano di farci cambiare le nostre scelte durante le spese quotidiane?, ci riescono?,non ci riescono? chi lo può dire?!,poniamoci semplicemente una domanda, avremmo comprato lo stesso quel prodotto se non avessimo guardato quella pubblicità in tv per 4 volte al giorno?.
La cosa che sappiamo di sicuro però è l’esistenza dell’agenzia pubblicitaria che ha lo scopo d’influire le scelte,e nessuno può negare questo, ipotizziamo ora l’esistenza di una tecnologia non certo convenzionale altamente evoluta tale da poter agire sulla psiche di alcune persone, le quali i ricercatori gli hanno dato il nome di “rapiti” , sappiamo che esiste ma non capiamo ancora come questo può avvenire,esiste veramente il prelievo fisico o è solo una percezione della persona che si ripercuote a livello psicosomatico,ma la cosa che penso sia quella più importante è lo scopo,ed è lo scopo che determina l’atto e niente nasce dal caso.

Tralascio volutamente l’aspetto traumatico delle abduction,ovvero le fasi iniziali e le dinamiche dei vari test “medici” ai quali vengono sottoposti i prelevati,ma per rimanere nel contesto della postabduction mi soffermerò su tutto ciò che riguarda i momenti prima del rilascio e le ripercussioni nella vita della persona che inconsapevolmente è stata coinvolta a vivere un’esperienza anomala,per cercare di essere più chiaro possibile molto sinteticamente evidenzierò alcune testimonianze, che ritengo più significative,e le quali fanno nascere spontaneamente alcune considerazioni:
[2*]In seguito all’incontro ( alieno ), Ed scoprì di essere più intuitivo e più sensibile a tematiche sociali,politiche e scientifiche,e “che gli altri ragazzi mi guardavano come per dire, ehi ma chi è questo pazzo!”.
Dopo il nostro incontro ( John Mack ), Ed scoprì di sentirsi sempre più turbato “per il futuro della terra” riguardo “all’eco-instabilità” e alle “aggressioni alla terra”
(parla John Mack)i restanti 40 minuti della nostra seduta d’ipnosi furono occupati da ciò che Ed ricordava riguardo alle informazioni ricevute durante il rapimento.
La sequenza del nostro dialogo non può riportare accuratamente l’ordine di questi pensieri e le immagini che rivisse a quel tempo.
Il racconto era costellato di immagini apocalittiche,l’essere comunicava con Ed per via telepatica in quelli che Ed definisce “termini allegorici”,inviandogli un messaggio di “instabilità del nostro pianeta,un instabilità eco-spirituale ed emotiva …le eruzioni vulcaniche sono un simbolo ….un torreggiante pinnacolo di rabbia in eruzione.Non erano eiaculazioni di piacere ma eruzioni di angoscia.State attenti!Pulsanti onde di eruzione,che ondeggiano,travolgono e avviluppano tutto intorno a voi”.Ed protestò “perché mi parli per allegorie? Non sono un poeta”.
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Peter disse: I nostri interessi e i loro sembrano coincidere,gli esseri hanno un legittimo interesse nei confronti del nostro pianeta,come un vecchio che vede un bambino fare delle cose che potrebbero nuocergli e non possono lasciare che il bambino si faccia male,stiamo avvicinandoci ad una sorta di cataclisma e loro vogliono aiutarci.
Sicuramente possiamo pensare la difficoltà da parte dell’esaminatore del soggetto a poter tenere un atteggiamento asettico e imperturbabile,pertanto anche l’esaminatore può subire una certa inconsapevole influenza dettata dalla sua propensione di pensiero verso il fenomeno,anche se questi si chiama Jhon Mack, nel descrivere specialmente in un libro queste esperienze,senza dubbio però le persone che si sono trovate di fronte a questa esperienza anomala esternano dopo una serie di sensazioni che li caratterizzano:
Sensibilità maggiore verso le tematiche ecologiche e sociali
*
Identificazione con l’entità aliena,senza provare nessun timore per questo
*
Pur provando timore,esiste un inspiegabile senso d’identificazione con l’entità aliena
*
Continua la paura in modo discontinuo,con a volte situazioni che rasentano il panico,ma che comunque dimostrano sempre questa rafforzata sensibilità verso il pianeta.
Molte volte suddividiamo gli alieni nelle due categorie buoni - cattivi,forse si assume questo atteggiamento per pigrizia mentale,oppure perché cerchiamo di semplificare il più possibile, ma usando questo approccio si rischia di cadere in una sorta di razzismo,ci sono gli alieni dalla razza buona e ci sono gli alieni dalla razza cattiva.
Tenendo per buono questo tipo di ragionamento dove praticamente è una questione di razza, ammesso e non concesso che tutte l’entità aliene siano biologiche,ma allora anche noi siamo una razza biologica,pertanto noi facciamo parte dei buoni o dei cattivi? Personalmente non credo che possiamo anche noi collocarci tra buoni e cattivi,ma se a tutti i costi ci si deve esprimere,io non credo che possiamo ritenerci tanto buoni visto le atrocità che siamo in grado di fare sia nei confronti della nostra stessa “razza” e sia nei confronti del pianeta che ci ospita, tanto è vero che questo comportamento continuiamo a tenerlo nel corso del tempo, dentro di noi sappiamo di commettere molti errori, ma non vogliamo ammetterli il più delle volte,e non troviamo il coraggio di correggerci.
Di grande intuito la ricerca condotta da Kenneth Ring, professore di psicologia all’Università del Connecticut,la sintesi del suo studio collegato alle abduction è stato divulgato nel libro “The Omega Project” 1992, dove mette in comparazione l’esperienze di premorte con l’esperienze d’interferenze aliene e/o abduction, trovando analogie interessanti,le quali possono dare vita a nuovi e stimolanti ragionamenti...
Note di riferimento:
[1*] Sigmund Freud - "Psicologia delle masse e analisi dell'io" 1921
[2*] John E. Mack - "Rapiti" 1995
Approfondimenti:
John E. Mack Institute http://www.johnemackinstitute.org
Sigmund Freud http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 12 Maggio 2010 15:58)















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